Roma, 15 gen. - (Adnkronos) - Il 2012 e' l'anno dei record negativi: il carrello della spesa delle famiglie e il tasso medio d'inflazione hanno toccato i valori piu' alti dal 2008, attestandosi rispettivamente al 4,3% e al 3%. Numeri che per gli italiani si sono tradotti in una stangata senza precedenti, con due famiglie su tre costrette a tagli enormi alla spesa per arrivare a fine mese e consumi pro capite tornati ai livelli piu' bassi dal dopoguerra. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati dell'Istat. Nel dettaglio, "la dinamica dei prezzi al consumo nel 2012 ha risentito principalmente delle tensioni sui prezzi delle materie prime energetiche -osserva la Cia- con i listini della voce combustibili, elettricita' e acqua cresciuti del 7,1% in media d'anno. Invece i prodotti alimentari in controtendenza si sono fermati al +2,5%, mantenendosi al di sotto del tasso medio annuo dell'inflazione e contenendo per quanto possibile l'aumento generale dei prezzi". Nonostante questo, pero', per affrontare le spese obbligate (carburanti, utenze, mutui, affitti, Imu) gli italiani hanno dovuto necessariamente "tagliare" sulla tavola: sei famiglie su dieci hanno modificato gli acquisti dei prodotti alimentari e circa il 50 % ha ridotto decisamente la spesa -sottolinea la Cia- il 34% (7,4 milioni) ha optato per prodotti 'low-cost' o di qualita' inferiore e il 28% ha ammesso di rivolgersi ormai quasi esclusivamente ai discount. Senza contare che nel giro di un anno e' addirittura raddoppiata (dal 6,7 al 12,3%) la quota degli italiani che hanno dichiarato di non potersi piu' permettere di mangiare carne o pesce ogni due giorni. (segue)




