Roma, 18 gen. (Adnkronos) - L'impennata dello spread e l'impatto delle manovre correttive dei conti pubblici hanno pesato sul calo del pil nel 2012. A evidenziarlo il Bollettino economico di Bankitalia. "Al peggioramento del quadro macroeconomico del 2012 hanno contribuito in larga parte - sottolinea - l'aumento del costo del credito e il deterioramento della sua disponibilita', indotti dall'inasprirsi della crisi del debito sovrano: se il differenziale tra i rendimenti dei titoli pubblici italiani e tedeschi, i tassi bancari e le condizioni di accesso al credito delle imprese fossero rimasti per tutto il periodo sui livelli favorevoli del luglio 2011, la dinamica del pil sarebbe stata nel complesso superiore di un punto percentuale". "Si conferma anche - prosegue Bankitalia - che le misure di correzione dei conti pubblici adottate nella seconda parte del 2011 per evitare un incontrollato peggioramento delle condizioni sui mercati finanziari hanno avuto un effetto negativo sulla domanda, valutabile in un punto percentuale di crescita annua". Inoltre, "il rallentamento della congiuntura internazionale e quello del commercio mondiale hanno sottratto 0,6 punti percentuali alla crescita; un ulteriore impatto, di circa mezzo punto, e' attribuibile all'aumento dell'incertezza e al calo della fiducia delle famiglie e delle imprese, che si sono riflessi su consumi e investimenti".




