Milano, 24 gen. (Adnkronos) - E' "improponibile non solo l'aumento delle aliquote Iva, ma in generale qualsiasi forma ulteriore di tassazione dei consumi". E' quanto afferma Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, l'associazione italiana dell'industria di marca, dopo la proposta avanzata da Confindustria di armonizzare le aliquote piu' basse dell'Iva. Da Centromarca si sottolinea che i dati sull'andamento delle vendite al dettaglio a novembre 2012, diffusi dall'Istat, registrano un calo del 2,1% nella grande distribuzione e del 3,9% nelle piccole superfici. "Sulla scorta di questi numeri -continua Bordoni- non possiamo che dissentire dalla proposta avanzata ieri da Confindustria di aumentare le aliquote Iva dal 4% al 6% e dal 10% al 12%. L'intervento avrebbe effetti negativi pesanti su inflazione, domanda, prodotto interno lordo e gettito fiscale. Si sommerebbe peraltro agli effetti negativi sul potere d'acquisto delle famiglie, gia' gravato da un'imposizione fiscale da tutti considerata ormai insostenibile". Per Centromarca anche l'aumento di un punto percentuale dell'aliquota Iva del 21%, programmato nel luglio 2013, gia' inserito nella Legge di Stabilita' va evitato. Secondo le stime elaborate da Ref Ricerche e Centro Studi Centromarca l'innalzamento dal 21% al 22% contribuirebbe a una crescita del costo della vita dello 0,5% e dello 0,6% a regime. L'incidenza sarebbe del +0,1% per i prodotti alimentari e del +0,8% per il non alimentare. All'aumento dei prezzi corrisponderebbe una contrazione dei consumi delle famiglie del -0,3%, accompagnata da una riduzione del Pil dello 0,1%, corrispondente a poco meno di 2 miliardi di euro.




