(Adnkronos) - Per l'artigianato il 2012 e' stato un anno molto difficile, quasi un tonfo, con 825 imprese in meno, derivanti dal fatto che le 2.331 nuove iscrizioni non sono riuscite a compensare le 3.156 cancellazioni. E' stato registrato un tasso di crescita molto negativo (-2,28) e peggiore degli ultimi 6 anni. "Le imprese registrate sono di conseguenza diminuite arrivando a 35.147 unita"', dichiara Prosperococco. Tutte le province hanno fatto rilevare valori negativi dei saldi e dei tassi di crescita, ma emergono le situazioni particolarmente difficili di Teramo e L'Aquila dove sono state perse rispettivamente 274 e 270 imprese artigiane. I tassi di crescita sono molto negativi (Teramo: -2,82 e L'Aquila: -3,33). Le province di Chieti e Pescara mostrano situazioni meno gravi ma comunque negative considerando che hanno registrato una consistente riduzione della base imprenditoriale artigiana (rispettivamente -145 e -136 imprese). A livello settoriale si evidenziano le forti difficolta' del settore delle costruzioni che ha perso 539 imprese pari a un calo percentuale del 3,9% e del settore manifatturiero caratterizzato da un saldo negativo consistente (-270) e da una diminuzione del 3,3%. Andamenti negativi vengono rilevati anche nell'agricoltura (-19 imprese pari a -6,5%), nel commercio (-74 imprese pari a -2,9%) e nel trasporto e magazzinaggio (-57 imprese pari a -2,9%).




