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Istat-Cnel, sette milioni gli italiani in difficoltà

Lo sostiene il rapporto Bes, benessere equo-solidale, che prova a misurare in maniera diversa il benessere

Sebastiano Solano
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Si va sempre più diffondendo l'idea che il Pil, il prodottto interno lordo, non basti più a misurare il benessere di una nazione. Il Buthan, uno stato montuoso dell'Asia di 4 milioni di abitanti, adotta da circa 4 anni il Fil, ossia la felicità interna lorda, per misurare il benessere reale della ppropia popolazione. L'Italia, da parte sua, si sta avvicinando, seppur timidamente, ad una concezione simile per misurare il benessere collettivo. Proprio oggi, lunedì 11 marzo, a Roma è stato presentato il primo rapporto Bes, Benessere equo solidale, messo a punto da Istat e Cnel, nel tentativo di fotografare con maggiore oggettività la condizione socio-economica dell'Italia. In realtà, la 'fotografia scattata' con questa nuova modalità di misurazione non si discosta di molto dal più tradizionale Pil. Sette milioni d'italaini in difficoltà - Secondo il rapporto, tra il 2010 e il 2011, gli italiani in difficoltà sono l'11%, principalmente a causa della crisi e, di conseguenza, alla contrazione del potere d'acquisto, a fronte di una diminuizione dei consumi dell'1,1%. E' questa una contraddizione solo apparente, però, poiché proprio per far fronte all'elevata caduta del potere d'acquisto, gli italiani hanno intaccato i propri risparmi per poter mantenere i livelli di consumo degli anni precedenti. La percentuale degli individui in difficoltà è calcolata in base a 9 sintomi di disagio: chi ne soddisfa, suo malgrado, almeno 4, rientra nella 'zona a rischio'. Dal 2007 al 2011, la propensione al risparmio degli italiani è calata bruscamente dal 15,5% al 12%, fino a toccare l'11,5 nel secondo trimestre del 2012. Di contro, l'ndebitamento delle famiglie è schizzato dal 2,6% di fine 2011 al 5,6% dei primi nove mesi del 2012.  Sfiducia verso le istituzioni alle stelle - Drammatico, poi, evidenzia il Bes, il tasso di sfiducia degli italiani verso la politica e verso gli altri. Solo il 21,7% degli italiani dai 14 anni in su, nel 2012, si dichiara felice e fiducioso negli altri, dato decisamente sotto la media Ocse, stabile al 33%. Per quanto riguarda le istituzioni, su una scala da 0 a 10, solo il 2,3% degli italiani ha dichiarato di avere ancora fiducia nei partiti, il 3,6% nel Parlamento, il 4% nelle amministrazioni locali e, infine, un 4,4% dichiara di essere fidarsi della magistratura. Va meglio per forze dell'ordine e e vigili del fuoco, che godono di un tasso di fiducia, rispettivamente, del 6,5% e dell'8,1%. In controtendenza rispetto a tutti gli altri campi analizzati, il Bes mette in luce poi l'alto livello di soddisfazione degli italiani riguardo la famiglia e il lavoro. Un po' a sorpresa, a quest'ultimo proprosito, il 7,3 italiani su 10 si dichiarano soddisfatti del proprio lavoro.   

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