Venezia, 16 apr. (Adnkronos) - "Nel presentare la variante 2013 del Ptrc, il teorema espresso dal vice presidente Marino Zorzato, "in campagna solo ristrutturazioni, in citta' via libera allo sviluppo verticale" e' condivisibile e risponde in larga misura all'idea di sviluppo urbanistico che l'Ance, l'associazione regionale dei costruttori edili, sostiene da tempo. L'auspicio a questo punto e' che l'indirizzo contenuto nel Ptrc non rimanga solo una linea di pensiero filosofica. Stando alla legislazione vigente, infatti, la concentrazione degli interventi nelle aree urbane risulta molto difficoltosa e densa di ostacoli senza l'avvio di una massiccia opera di semplificazione che riveda l'alta densita' di passaggi burocratici richiesti". A sottolinearlo e' il presidente di Ance Veneto, Luigi Schiavo. "Occorrono norme che facilitino la demolizione e la ricostruzione, il cambio di destinazione d'uso in quelle aree produttive cresciute in aree urbane e oggi dismesse, servono meno vincoli e passaggi a vuoto - spiega - E' necessario, inoltre, rendere vantaggioso questo tipo di investimenti anche in termini fiscali e attraverso un meccanismo di incentivazione economica". "L'associazione si e' piu' volte espressa in passato sostenendo la necessita' di limitare il consumo di nuovo territorio puntando sulla riqualificazione del patrimonio esistente e, dove possibile, sul ripensamento strutturale di aree degradate o dismesse. Lo ha fatto in occasione dell'approvazione dei provvedimenti noti come Piano Casa, in chiave di miglioramento degli standard energetici degli edifici, e piu' recentemente con l'avvio da parte del governo del Piano Citta' per il recupero di quartieri o aree degradate, iniziativa promossa a livello nazionale proprio dall'Ance e dal consiglio nazionale degli architetti e finora avviata con un progetto sperimentale che interessa, in Veneto, Verona e Venezia", spiega Schiavo.(segue)




