Roma, 18 set. -(Adnkronos) - E' la burocrazia il costo maggiore sostenuto dalle piccole e medie imprese del Lazio nel primo semestre del 2013. Non l'Imu ma i contributi sul lavoro, la tariffa sui rifiuti e l'accesso al credito i principali ostacoli alla crescita per i piccoli imprenditori del Lazio, che pensano di dover ricorrere sempre piu' alla cassa integrazione in futuro. E' quanto emerge dall' "indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio", presentata questa mattina alla Casa delle Imprese dalla Cna Lazio, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, in collaborazione con il Cer, Centro Europa Ricerche. "I piccoli imprenditori sono sfiduciati e poco propensi all'investimento, il che avra' ricadute nel medio e lungo periodo" ha affermato Stefano Fantacone, direttore del Cer, che ha illustrato i dati emersi dall'indagine semestrale sulle imprese del territorio regionale. Accanto agli elementi negativi pero' sono evidenziati alcuni deboli segnali di ripresa, "anche se non si puo' ancora parlare di una svolta", sottolinea Lorenzo Tagliavanti, direttore del Cna. Positivi i dati sui giovani imprenditori e sulla presenza straniera nella regione. "Nessuno piu' delle piccole imprese ha necessita' di una riforma della pubblica amministrazione" -continua Tagliavanti- "perche' sono realta' legate al territorio". (segue)




