Potenza, 23 set. - (Adnkronos) - Con il rientro in fabbrica domani alla Fiat di Melfi, si chiude la vicenda dei tre operai licenziati nel 2010 e successivamente reintegrati anche se mai riammessi sulle linee della fabbrica. Giovanni Barozzino (oggi senatore di Sinistra Ecologia e Liberta') e Antonio Lamorte, rappresentanti sindacali della Fiom Cgil, e Marco Pignatelli, iscritto Fiom, vennero licenziati nell'estate del 2010, pochi giorni dopo uno sciopero spontaneo in fabbrica avvenuto durante il turno di notte tra il 6 ed il 7 luglio di tre anni fa. Inquadrando nel contesto di quel periodo, erano giorni tesi nelle relazioni tra la Fiom e l'azienda: meno di un mese prima, il 15 giugno, era stato firmato l'accordo per Pomigliano, non siglata dall'organizzazione di Landini. Per quello sciopero a Melfi, i tre operai furono incolpati di aver bloccato un carrello automatizzato per il trasporto della componentistica alle linee di produzione. Tale accusa e' stata respinta dai tre operai. Quel carrello - hanno sempre sostenuto i lavoratori di Melfi licenziati - ebbe un guasto e non fu manomesso. Protestarono anche salendo sul tetto di un palazzo di Melfi sotto il sole. E' seguito un braccio di ferro nelle aule della giustizia molto intenso ed il corso della giustizia, alla fine, ha dato ragione definitivamente. (segue)




