Arezzo, 16 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Non piace la Legge di Stabilità al presidente di Confindustria Arezzo Andrea Fabianelli. "Il provvedimento, nei numeri che abbiamo visto, manca di coraggio ed è molto lontano da quanto avevamo chiesto a gennaio col Progetto di Confindustria per la Crescita – commenta Fabianelli – siamo molto delusi, in particolare, dall'entità degli stanziamenti, ben lontana da quella in grado di garantire un impatto di un qualche rilievo sull'economia; è come se si pretendesse di curare un moribondo somministrandogli un’aspirina". Sui tagli al cuneo fiscale, spiega Fabianelli "è evidente che si tratta di cifre irrisorie, che equivalgono ad aumenti della busta paga dei dipendenti che oscillano dalle 10 alle 20 euro e che non sono certo sufficienti a riavviare i consumi; per quanto riguarda le risorse dedicate agli investimenti, sono stati sì previsti 3 miliardi per i lavori pubblici, 1 miliardo di apertura del patto di stabilità per le spese dei comuni virtuosi e 1 miliardo per la proroga dei bonus ristrutturazioni/arredo ed efficienza energetica, ma mancano interventi a sostegno della R&I, di fondamentale importanza per qualsiasi tipologia di azienda". Sulla riduzione della pressione fiscale, "è necessario procedere con la deducibilità integrale dell'Imu sui capannoni dall'Irap e dall'Ires", continua Fabianelli che conclude: "Mi pare che si tratti di interventi estremamente timidi, che così come sono, non sono in grado di rinvigorire i debolissimi segnali di ripresa che potrebbero intravedersi all’orizzonte. Oggi c’è bisogno di rimettere in piedi l’Italia, c’è in ballo l’interesse e il futuro dell’intero Paese, non basta un’aspirina, serve un elettroshock".




