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Giovanni Tria, l'avvertimento a Salvini e Di Maio: "Ecco l'unica strada per non aumentare l'Iva"

Gino Coala
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A leggere ogni giorno gli attacchi di Matteo Salvini e Luigi Di Maio contro Giovanni Tria, sembra che il destino del ministro sia appeso a un filo sottilissimo, pronto a essere tagliato in qualsiasi momento. In verità i rapporti tra i tre sarebbe molto più sereni, come ha garantito lo stesso ministro in un'intervista al Fatto quotidiano: "Il mio rapporto in privato con loro è buono - ha detto Tria - anche se a volte da alcune dichiarazioni pubbliche, sembra teso". Leggi anche: Giovanni Tria, il documento di S&P parla chiaro: c'è puzza di patrimoniale Certo però i nodi da sciogliere in vista della prossima legge di Bilancio restano tutti. A cominciare dal temutissimo aumento dell'Iva, che il governo ha dovuto mettere nero su bianco nell'ultimo Documento di economia e finanza. Lo scatto delle clausole di salvaguardia rischia di essere inevitabile, senza un intervento drastico nel bilancio. Ma Tria invita alla calma: "Niente drammi sull'Iva: il bilancio dello Stato è di circa 800 miliardi di euro, la politica decida come usarli". Tutta quella libertà però la politica in realtà non ce l'ha: "Ci vuole razionalità - ha detto Tria - non spirito drammatico. Il nostro Paese ha un'economia di base forte, occorre più affidabilità. Ridurre le tasse, tagliare la spesa e ritoccare l'Iva? Qualcosa va fatto. Non è possibile abbassare le tasse, far crescere la spesa e tenere l'Iva ferma. In passato l'hanno fatto e adesso ne facciamo i conti".

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