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Fisco, evasori come mafiosi: la soglia posta da Pd e Cinque Stelle, quando scatta la confisca

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Caterina Spinelli
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Confermata la confisca dei beni per gli evasori fiscali. È quanto emerge dalla bozza del decreto fiscale. "Attraverso l'aumento dei limiti edittali e la riduzione delle soglie di punibilità attualmente vigenti - si legge nello scheletro della manovra - si propone il rafforzamento complessivo del sistema delineato dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, ampliando gli strumenti penali di repressione dei fenomeni di evasione delle imposte dirette e sul valore aggiunto". Leggi anche: Di Maio e Conte ai ferri corti: il litigio sulla manovra Per fare un esempio, la pena per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni esistenti passa da un minimo di un anno e sei mesi a un massimo di sei anni, attualmente in vigore, a un minimo di 4 anni e a un massimo di 8; la dichiarazione infedele, invece, finora punita da uno a tre anni verrà punita da due a cinque anni, mentre l'omessa dichiarazione passa da una pena che va da un anno e sei mesi a quattro anni attualmente fissato a una pena detentiva da due a sei anni. Pene severissime anche per occultamento o distruzioni contabili di documento, con un innalzamento che va da un anno e sei mesi a sei anni attualmente vigente a un minimo di tre e a un massimo di sette. Per l'omesso versamento di ritenute dovute o certificate e il reato di omesso versamento di Iva scendono le soglie di punibilità, nel primo caso passando dagli attuali 150mila a 50mila, nel secondo da 250mila a 100mila.  

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