(Adnkronos) - "L'obiettivo che ci poniamo con l'Indicatore -afferma Claudio Rotti, presidente di Aice (e presidente della Commissione internazionalizzazione e commercio estero di Confcommercio)- è di fornire alle pmi italiane, uno strumento sintetico e di facile lettura che consenta di valutare nuove opportunità d'affari sui mercati internazionali, con particolare riferimento alle opportunità di carattere commerciale. L'Indicatore di Business Attractiveness, attraverso una solida base di dati quantitativi -spiega Rotti- va a definire le economie più aperte e più potenzialmente ricettive per il commercio estero italiano". La logica di base è quella di fornire uno strumento con cui fare una prima scrematura sulle destinazioni del proprio business, partendo dalla considerazione che l'impresa sia dotata di scarse risorse umane e finanziarie da dedicare allo sviluppo internazionale e che quindi non debba disperderle cercando di approcciare molti mercati contemporaneamente. Scorrendo il ranking di quest'anno, si scopre che rispetto al 2012 nella prima classe di paesi più appetibili Singapore ha guadagnato 3 posizioni, gli Stati Uniti sono saliti al secondo posto guadagnando 1 posizione, la Svizzera è salita di due posizioni e Lussemburgo di una, mentre hanno registrato un arretramento la Francia (-1) e il Belgio (-3). A parte la Cina che si colloca al settimo posto, gli altri Paesi Brics ricoprono posizioni di rincalzo (la Russia è 21ma, l'India 23ma, il Brasile scende al 36mo posto con la perdita di ben 7 posizioni, 88mo il Sud Africa). (segue)




