Padova, 22 nov. (Adnkronos) - La ripresa? Più che a portata di mano, pare un bersaglio ancora sfocato e incerto. Per il 38,9% degli imprenditori è anzi concreto il pericolo che la recessione assesti gli ultimi colpi di coda. Quanto a una ripresa più duratura e solida, un imprenditore su quattro ritiene che l'Italia completerà l'aggancio solo dopo il 2014. È appena il 6% chi vede per l'economia italiana una robusta inversione di tendenza già nel primo semestre del prossimo anno e il 15,6% entro la fine dell'anno. E' quanto emerge dall'indagine "Il quadro economico e l'agenda per la ripresa. Le opinioni degli imprenditori padovani" realizzata da Ufficio Studi di Confindustria Padova, in collaborazione con Fondazione Nord Est, nel mese di ottobre su un campione di 365 imprese. Se il clima generale è plumbeo, meno negativo è il giudizio sulle prospettive della propria azienda, a riprova che gli imprenditori confidano sempre più in se stessi e sempre meno nelle capacità di riforma del sistema Paese. La larga maggioranza ritiene di stare performando in linea (60,6%) o meglio (30,5%) dei propri concorrenti. Solo il 2,9% ritiene di andare peggio. Se il sentiero della ripresa appare già fragile e insidioso, la situazione politica aggiunge altre ombre. Il rischio di instabilità politica è in cima alle preoccupazioni degli imprenditori (76,8%) per gli effetti negativi che avrebbe sugli sforzi di risalita. Più temuto della cronica debolezza della domanda interna (51%) e addirittura del rischio che proseguano le politiche restrittive del credito (35,7%).(segue)




