(Adnkronos) - "Se la caduta libera pare essersi arrestata, le imprese sono molto caute sull'imminenza di una svolta ciclica, anche perché non vedono un progetto Paese per la crescita - commenta il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin -. La maggior parte si aspetta un altro anno difficile e il lavoro sarà ancora un'emergenza. È assurdo che mentre il Paese è in ginocchio la politica litighi. Uno psicodramma tra fibrillazioni dei partiti e minacce quotidiane di crisi, che scava un solco sempre più profondo con le famiglie e le imprese. Di fronte a tanta irresponsabilità restiamo allibiti. La politica non scherzi con il fuoco dell'ennesima crisi". "Il tessuto produttivo è stremato nell'impegno a sopravvivere, che sarà inutile se la politica non cambia registro. Invece piovono solo nuove tasse, stangate su acconti d'imposta e capannoni. Anche il governo di larghe intese, che avrebbe dovuto farsi garante dell'agire, si è adagiato sullo status quo. La stabilità è un valore se c'è un governo che fa le cose", spiega. "La misura di questa inconcludenza - argomenta Pavin - è la legge di Stabilità. Sia chiaro: una legge di Stabilità a saldi invariati non avrà alcun effetto sulla crescita. L'unico modo serio e sostenibile di finanziare la riduzione del cuneo fiscale e la crescita sono i tagli alla spesa. Non ci sono scappatoie - conclude - La spesa pubblica al netto di interessi e prestazioni sociali somma a 351 miliardi. Non se ne possono risparmiare subito 10 per il cuneo, cioè il 2,9%? Chiedete a un piccolo imprenditore in difficoltà, se non riesce a tagliare il 2,9% di quanto spende. Il governo non si fermi agli annunci. Dica qui ed ora, e inizi a farlo, dove e cosa vuole tagliare. Dica una cosa sola: le tasse non aumenteranno perché le spese scendono. Senza questa certezza, rassegnamoci a non vedere ripartire consumi e investimenti".




