Libero logo

Toscana: Santini e Nascosti (Pdl), Regione responsabile della recessione

domenica 24 novembre 2013
Toscana: Santini e Nascosti (Pdl), Regione responsabile della recessione

2' di lettura

Firenze, 22 nov. - (Adnkronos) - "Una burocrazia opprimente, politiche economiche fallimentari, una totale assenza di visione strategica. Se anche in Toscana la crisi morde sempre più e la ripresa economica è ancora un miraggio le ragioni non stanno solo nella congiuntura internazionale, ma anche nell'inadeguatezza delle risposte della Giunta regionale. La malattia è conclamata da anni, ma il governo regionale continua a minimizzarne i sintomi e sbagliare cura. Ma forse qui non c'è da cambiar terapia, ma direttamente il medico". Così il presidente del gruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale Giovanni Santini e il vicepresidente della commissione Sviluppo economico Nicola Nascosti commentano i dati economici toscani presentati ieri da Unioncamere. "Dati che allarmano, ma che purtroppo non sorprendono. Sono anni che i numeri parlano di crisi, anni che le categorie economiche invocano uno shock, anni che il Pdl sollecita la Giunta Rossi a cambiar marcia. Arrogante e sordo alle nostre proposte, il governo regionale ha perseverato negli errori che hanno contribuito ad alimentare la recessione. Proposte ragionevoli -affermano Santini e Nascosti- che oggi rilanciamo: il ritorno di Fidi Toscana alla mission originale -favorire l'accesso al credito alle imprese e non più salvare aziende decotte-; la chiusura dei carrozzoni pubblici e l'abbandono della logica dei contributi a pioggia, solo per fare alcuni esempi". "Provvedimenti -proseguono gli esponenti del Pdl regionale- da cui ricavare risorse per creare un unico fondo da destinare completamente ad un taglio alla pressione fiscale, che al contrario prevede un inasprimento di 224 milioni per il 2014. Inoltre un piano di alienazione degli immobili regionali non necessari per reperire un budget da destinare al taglio dell'indebitamento regionale. Azioni concrete che porteremo nelle istituzioni e sul territorio. C'è una pallida luce in fondo al tunnel. Ce lo sentiamo ripetere da anni. Per raggiungerla, non potendo diminuire la lunghezza del tunnel, è necessario cambiare marcia e aumentare velocità", concludono Santini e Nascosti.