(Adnkronos) - Qualche esempio? "Le aziende che decideranno di investire in Toscana risparmieranno il 40% sull'Irap - spiega Bugli - le imprese high-tech addirittura non pagheranno niente dell'imposta regionale per un anno". "Sgravi - aggiunge - ci saranno anche per le imprese che aiuteranno la cultura o per chi, piccola azienda, deciderà di investire su progetti di internazionalizzazione". L'Irap è un'imposta regionale per certi aspetti solo nel nome. Una Regione infatti non la può cancellare. Le aliquote ordinarie le stabilisce lo Stato e le risorse sono in buona parte vincolate al finanziamento del fondo nazionale della sanità , assieme all'addizionale Irpef. Su 7 miliardi e 557 milioni di entrate tributarie complessive che alimentano il bilancio della Regione Toscana, dal bollo auto all'addizionale sul metano, la quota libera e manovrabile dell'Irap pesa solo per 158,8 milioni: neppure l'8% dei 2 miliardi (o poco più) versati nel 2011 dai 234mila contribuenti toscani che l'Irap la devono pagare. A Livorno l'imposta versata, sempre nel 2011, vale 103 milioni (18.033 le unità produttive), a Pisa 173 milioni (23.632 i contribuenti), 55 milioni (10.968 unità) a Massa Carrara e 139 milioni (25.352 contribuenti) a Lucca. Alcune scelte possono però essere fatte ed è quello che ha deciso la Regione, con una legge ad hoc di riordino fiscale collegata alla finanziaria 2014. "Si tratta in gran parte di agevolazioni 'automatiche' - sottolinea Bugli - il che semplifica i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione. Tutte le agevolazioni saranno raccolte in una sorta di 'testo unico'". (segue)




