Roma, 16 dic. - (Adnkronos) - Nonostante i timidi segnali fatti registrare negli ultimi tempi -non ultimo il decreto sul superamento del finanziamento ai partiti- la Uil ritiene che una parte preponderante della spesa improduttiva del nostro Paese sia rappresentata, ancora, dai cosiddetti "costi della politica", che non sono riconducibili solo agli stipendi degli eletti, quanto all'abnorme numero di strutture e centri di costo spesso inefficienti ed inefficaci. "Ci vorrebbe più coraggio da parte della politica italiana per ridare forza e credibilità al proprio ruolo, con delle vere riforme atte a riordinare e semplificare l'assetto istituzionale del Paese", spiega Angeletti, in occasione della presentazione del terzo Rapporto della Uil sui costi della politica. "Da questo punto di vista, non è più rinviabile la revisione del Titolo V della Costituzione, a partire dalla revisione del numero dei livelli istituzionali e dalla ripartizione delle competenze tra Stato e Autonomie Territoriali", continua Angeletti. "Così come non sono più rinviabili la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto e l'approvazione di un disegno organico dell'ordinamento degli enti territoriali basato su 'chi fa cosa' tra Stato e autonomie", conclude Angeletti.




