Bologna, 11 nov. - (Adnkronos) - La crisi incide sugli investimenti in innovazione delle imprese che puntano innanzitutto su diminuzione dei costi e aumento della produttività, senza un orizzonte a più lunga scadenza. E' quanto emerge dal Rapporto regionale 2013 sull'innovazione, promosso da Unioncamere Emilia Romagna in collaborazione con Cise e tutte le Camere di commercio della Regione. L'indagine, realizzata coinvolgendo un campione di 1.596 imprese, individua un trend negativo: il 53,6% delle aziende interpellate ha dichiarato infatti di non aver operato alcuna innovazione nell'ultimo trienno. L'ambito cui le imprese guardano con maggiore attenzione per migliorare la propria performance competitiva è quello dei materiali, seguono gli ambiti dell'informatica e dell'energia e l'ingegnerizzazione del processo produttivo. Oltre un terzo punta a migliorare i processi di produzione, seguono la formazione del personale e lo sviluppo di nuovi prodotti. In cifre, quasi il 18% ha introdotto innovazioni di prodotto e quasi il 17% innovazioni di processo. L'innovazione radicale, orientata sul lungo periodo e in grado di riposizionare l'azienda sul mercato attraverso nuovi prodotti e servizi, ha riguardato però una quota solo marginale: il 6,9% per innovazioni di prodotto e il 5,8% per innovazioni di processo. Eppure innovare paga: le aziende che hanno introdotto un'innovazione di prodotto radicale negli ultimi 3 anni hanno infatti dichiarato di aver registrato un aumento del fatturato del 13,3%.




