(Adnkronos) - Sempre per quanto riguarda lo ius soli, il 15% si dice abbastanza d'accordo, mentre solo il 10% non è 'per nulla' favorevole all'estensione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati. Con prevalenza al Nord Ovest (67%) e al Centro Sud (68%), è invece pari al 18% il numero di italiani che al Nord Est si dice "per niente favorevole". In generale, secondo la ricerca illustrata da Pagnoncelli, si tende a sovrastimare il numero di immigrati clandestini presenti in Italia, ritenendolo "uguale o superiore" a quello degli immigrati regolari. Quasi la metà degli intervistati (il 48% su un campione di mille persone) ritiene che l'Unione europea stia scaricando sull'Italia la soluzione del problema della clandestinità, evitando di occuparsene come dovrebbe. Nelle città del Nord si lamenta la competizione tra italiani e immigrati nell'accesso ai servizi sociali mentre è delineata "con luci e ombre" l'immagine dell'imprenditore immigrato: "la scarsa predisposizione alle regole, per molti di loro - afferma Pagnoncelli - deriva dal contesto in cui vivono". Ossia, l'Italia. Sul fronte del contributo degli immigrati alle finanze del Paese attraverso contributi Inps e tasse, per il 55% degli intervistati è 'molto importante", in particolare al Centro Nord, dove ne è convinto il 65%. Quasi nessuno, poi, immaginava che fosse in atto "un consistente rientro di immigrati nei paesi d'origine". Solo il 37% del totale è molto d'accordo con questa constatazione.




