Milano, 24 ott. - (Adnkronos) - "Il risparmio degli italiani nella sua dote quantitativa e nella sua composizione si è consolidato, malgrado la crisi economica. Mentre altre grandezze economiche, come il reddito disponibile e il Pil sono scesi, il risparmio ha tenuto. Usciamo da 5 anni di performance del paese problematica, con le famiglie italiane che continuano a essere tra le più ricche del mondo. Questo perché essi hanno saputo amministrare in maniera adeguata la propria ricchezza e perché il sistema di intermediazione nel complesso li ha aiutati in questa direzione". A evidenziarlo in occasione della presentazione del Secondo Rapporto dell'Osservatorio del Risparmio Unicredit - Pioneer Investments, il direttore generale dell'istituto di Piazza Cordusio, Roberto Nicastro. Lo studio, intitolato 'Mobilitare il risparmio verso impieghi produttivi', prevede, a fine 2013, un leggero miglioramento del tasso di risparmio delle famiglie italiane, che dovrebbe salire all'8,9% rispetto all'8,4% del 2012. Sul fronte della ricchezza, in Italia il buon andamento di azioni, fondi comuni e obbligazioni ha permesso alle attività finanziarie di apprezzarsi del 4,1%, arrivando a colmare il gap rispetto ai valori pre-crisi. Fatta eccezione per la Grecia, nel 2012 le attività finanziarie sono risultate in crescita in tutti i Paesi rispetto all'anno precedente. Le scelte di portafoglio conservative delle famiglie italiane, con una forte componente liquida e obbligazionaria (circa il 51%), hanno consentito, si legge ancora, di preservare lo stock di ricchezza in situazioni di turbolenza dei mercati. "Con la graduale normalizzazione dei mercati, occorrerà - si puntualizza nel documento - puntare su una maggiore esposizione al rischio anche sfruttando i benefici della diversificazione, incrementando la componente di investimento verso strumenti professionali di gestione del risparmio". (segue)




