(Adnkronos/Labitalia) - Per anni la Toscana e' stata considerata regione 'mediamente benestante' con un reddito pro-capite superiore alla media. Ma dall'inizio della crisi (2007) la situazione e' peggiorata, mettendo in evidenza alcune debolezze strutturali: crisi del manifatturiero, scarsa propensione ad investire in innovazione, contrazione dei consumi. Dal 2008 al 2011 il reddito reale delle famiglie toscane si e' ridotto del 2,6%, varie le cause: perdita di lavoro, sia in termini di posti (-22 mila) che di ore, e distribuzione del lavoro in forme meno redditizie (cassa Integrazione guadagni, lavoro part-time, contratti atipici e forme di auto-impiego). Nel quadriennio sono peggiorati tutti gli indicatori occupazionali: disoccupati cresciuti del 29%, e occupati part-time del 6%, tasso di disoccupazione al 10%, in aumento anche il tasso di inattivita' tra le donne e tra i giovani, il tasso di disoccupazione giovanile (25%) e coloro che non cercano lavoro ne' studiano, i 'neet'. Fino al 2010 ammortizzatori sociali e patrimonio accumulato dalle famiglie hanno attutito gli effetti ma la spirale recessiva innescata nel 2011 ha in parte vanificato la capacita' di questi strumenti di compensare gli effetti destabilizzanti su famiglie e imprese. Se a cio' aggiungiamo le misure di spending review adottate dalla pubblica amministrazione, l'irrigidimento dei criteri di accesso al credito privato e l'erosione dei patrimoni familiari arriviamo alle previsioni infauste per il 2012: caduta del Pil regionale di -1,7% e conseguente riduzione dell'occupazione di altre 20 mila unita'. (segue)




