Palermo, 13 dic. - (Adnkronos) - Non accenna a rientrare la protesta dei precari degli Enti locali siciliani, un esercito di oltre 20mila persone, i cui contratti scadono tra qualche giorno e che oggi sono scesi in piazza a Palermo per chiedere garanzie sul loro futuro occupazionale. I sindacati, infatti, hanno confermato lo stato di agitazione dei lavoratori, che nei prossimi giorni terranno assemblee localmente.Non sono bastate, dunque, le rassicurazioni del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che oggi durante un incontro, svoltosi a Palazzo d'Orleans, mentre fuori migliaia di lavoratori continuavano a manifestare, ha comunicato di aver concordato con il governo nazionale un emendamento al ddl di stabilità nazionale, che supererebbe i vincoli normativi e finanziari per consentire le proroghe a tutti i precari siciliani. "La grande mobilitazione di oggi dei lavoratori - dicono i segretari generali Michele Palazzotto (Fp Cgil Sicilia), Luigi Caracausi (Cisl Fp) e Enzo Tango (Uil Fpl) - ha dimostrato la determinazione nel chiedere ai governi nazionale e regionale una risposta chiara e definitiva per prorogare e stabilizzare definitivamente i rapporti di lavoro precari. Abbiamo rappresentato al governatore - aggiungono - la gravità di una situazione, che è vincolata ad una serie di condizioni ancora da realizzarsi e che impongono l'assunzione di responsabilità politica tanto a Roma quanto a Palermo". Ma nel frattempo deve continuare anche l'iter di approvazione del ddl regionale all'Ars in concomitanza con l'approvazione dei documenti finanziari regionali. Così per tenere alta l'attenzione sulla vertenza e mettere in atto tutti gli strumenti di pressione possibile sia a Roma che a Palermo, le parti sociali hanno confermato lo stato di agitazione. A partire da lunedì sono previste "assemblee in tutti i posti di lavoro di un'ora" fino a quando non ci saranno "chiari segnali" che la norma venga approvata. Diversamente, verranno intraprese "forme di lotta più incisive per garantire i diritti dei lavoratori".




