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Imprese: Api Torino, il concordato 'in bianco' minaccia le pmi

domenica 20 ottobre 2013
Imprese: Api Torino, il concordato 'in bianco' minaccia le pmi

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Torino, 14 ott. - (Adnkronos) - Il concordato 'in bianco' da strumento utile per salvare le aziende si sta trasformando in una minaccia per le pmi. A lanciare l'allarme, in una nota, e' Api Torino che ha effettuato un’analisi della norma e degli effetti della sua applicazione. Dallo studio emerge che da inizio anno ad agosto 2013, sono state registrate in Italia 1.460 nuove procedure di concordato preventivo, mentre in tutto il 2012 ne erano state registrate 1.102. Una stima prudenziale ci lascia quindi prevedere che a fine 2013, la crescita sarà maggiore di circa il 70-80% rispetto all’anno precedente "Con l’intenzione di tutelare l’imprenditore e la continuità aziendale - spiega il presidente di Api, Fabrizio Cellino - il governo Monti ha introdotto nell’agosto 2012 il cosiddetto concordato 'in bianco' ma uno strumento che doveva evitare alle aziende effettivamente produttive, ma con temporanei problemi di liquidità, di finire in fallimento, salvando quindi posti di lavoro, si è rivelato in troppi casi un sistema utile per danneggiare ulteriormente i creditori, scaricando all’esterno e amplificando le situazioni di crisi". Secondo Api Torino, pertanto "occorre che questo strumento venga usato solo quando esiste un effettivo piano di ristrutturazione aziendale e cioè quando davvero vi siano le condizioni per un rilancio dell’impresa. E’ necessario, inoltre, fornire i magistrati di strumenti adeguati per poter controllare tempestivamente l’attività delle imprese che hanno chiesto il concordato 'in bianco' in maniera da far rispettare meglio i diritti dei fornitori. Infine, è importante per la difesa dei creditori che spesso sono pmi, che si passi dallo strumento del silenzio assenso alla richiesta di manifestare esplicitamente la propria opinione sulla ripartizione dei crediti". "Api Torino - conclude Cellino - proporrà quindi ai parlamentari piemontesi le opportune modifiche ad una normativa che rischia di aggravare le condizioni di molte imprese invece di aiutarle ad andare avanti".