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Emilia Romagna: Confesercenti, in 3 mesi perse 3.886 Pmi del commercio e turismo

domenica 19 maggio 2013
Emilia Romagna: Confesercenti, in 3 mesi perse 3.886 Pmi del commercio e turismo

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Bologna, 16 mag. - (Adnkronos) - Un'ecatombe di piccole e medie imprese. E' quella che emerge dai dati sull'andamento delle Pmi nel primo trimestre 2013 diffusi oggi dalla Confesercenti Emilia Romagna, riunitasi a Bologna per l'assemblea elettiva. Solo nei primi tre mesi dell'anno in corso, infatti, hanno chiuso i battenti ben 3.044 imprese del commercio a livello regionale, con un saldo negativo di -1.278 imprese tra iscritte e cessate. Le cose non vanno meglio per il comparto del turismo e ristorazione che ha registrato 842 chiusure e un saldo negativo di -353 attivita'. In tutto, dunque, si sono perse 3.889 aziende. "I dati sull'andamento delle imprese - ha sottolineato il direttore regionale di Confesercenti Stefano Bollettinari - sono ancora una volta drammatici. Ormai siamo all'ultimo appello". "Occorre tornare a crescere perche' senza crescita non c'e' futuro e agire rapidamente - ha rimarcato il presidente regionale dell'associazione Roberto Manzoni - con provvedimenti di riduzione della pressione fiscale, arrivata a livelli record, a partire dall'Imu sugli immobili strumentali alla attivita' d'impresa, fino alla Tares". Secondo Manzoni, bisogna anche "evitare un ulteriore aumento dell'Iva e ridurre il cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro". Ma Manzoni ha chiesto, inoltre, "agevolazioni per l'accesso al credito e di rafforzare patrimonialmente i Confidi, migliorare la riforma del lavoro con maggiori incentivi alle assunzioni, aumentando la flessibilita' in entrata". "Occorre mettere a punto interventi di supporto per le micro e pmi che intendono rimanere sul mercato o aprire nuove attivita' per evitare processi di desertificazione commerciale del territorio e scadimento della qualita' della vita dei cittadini" ha concluso il presidente, ricordando a questo proposito "il successo dell'iniziativa 'Liberaladomenica' per la presentazione di una proposta di legge che riassegni alle Regioni la competenza in materia di orari".