(Adnkronos) - Nonostante cio' la ripresa avviata dopo la crisi del 2009, sembra aver perso la spinta propulsiva iniziale. I consumi interni, infatti, sono risultati in calo del 13% e si sono attestati a 2.220 milioni di euro. La debolezza della domanda ha avuto forte impatto sia sulle consegne dei costruttori, diminuite del 14,8% a 1.280 milioni di euro, sia sulle importazioni che, in calo del 10,4%, sono scese a 940 milioni di euro. D'altra parte, dopo l'incremento significativo registrato nel 2011, la quota di import su consumo cresce poco piu' di un punto percentuale, passando da 41,1% a 42,3%. Al contrario, il rapporto export su produzione guadagna circa sei punti, passando dal 68,5% del 2011 al 74% del 2012. Sebbene non direttamente collegati, i due indicatori evidenziano la capacita' dei costruttori di mantenere il presidio del mercato interno pur intensificando, in modo deciso, l'attivita' oltre confine. "L'industria di settore - spiega Galdabini - ha recuperato gran parte del terreno perso con la crisi del 2009 ma la situazione e' decisamente complessa a causa della riduzione strutturale del mercato interno. L'atrofizzazione della domanda di macchine utensili in Italia e' oggi un problema non soltanto per i costruttori italiani ma anche e soprattutto per il Paese che, smontando uno a uno i settori strategici, dalla chimica al bene strumentale, all'acciaio, rischia di retrocedere nella Serie B delle economie sviluppate". (segue)



