No, non è stata la caduta nel match contro Kecmanovic a Wimbledon a mandare in tilt Il ginocchio di Jannik Sinner. Il numero 1 al mondo, come ormai noto a tutto il mondo del tennis, ha annunciato la rinuncia agli Us Open, ultimo slam della stagione. Un forfait a sorpresa, anche se per gli stessi dolori alle articolazioni l'altoatesino aveva dovuto saltare per precauzione il Masters 1000 di Cincinnati.
Jannik, che si è detto "dispiaciuto e deluso" per il no a Flushing Meadows (dove ha vinto nel 2024), ha preferito non rischiare nulla. Memore, forse, dell'esempio di Carlos Alcaraz che per un guaio al polso ha dovuto stare ai box per 4 lunghi mesi. Lo spagnolo tornerà in campo proprio a New York, ironia della sorte.
La maggior parte degli osservatori aveva legato il problema al ginocchio al brutto scivolone avvenuto nel primo turno di Wimbledon, sull'erba (benedetta) di Londra, contro il serbo Kecmanovic. Un match durissimo, con l'azzurro vincitore in rimonta e solo al quinto set. Il resto del torneo però è proseguito senza particolari intoppi fisici. La paura di tutti era quella di una nuova crisi come quella che aveva costretto il numero 1 del ranking Atp ad abbandonare il Roland Garros un mese prima.
Non a caso, dopo la vittoria in Inghilterra, Sinner si era sottoposto a controlli al J Medical proprio per monitorare le possibili cause di quel malessere e tenere sotto controllo il suo fisico. Come sottolinea anche Fanpage, l'infortunio al ginocchio sarebbe successivo.
Una infiammazione rimediata, molto probabilmente, a Montecarlo, durante le sessioni di allenamento in vista proprio dello Slam americano. Alla fine del mese di luglio, dopo i giorni di vacanza. Fatale, probabilmente, il lavoro sul cemento che a differenza dell'erba accentua e aggrava le infiammazioni articolari (ragione per cui Jannik ha preferito non presentarsi sul veloce newyorkese). Da quei giorni il 25enne si è sottoposto a sedute di fisioterapia e onde d'urto, nel tentativo di far rientrare l'allarme, recandosi poi nuovamente e ripetutamente al J Medical. Non è servito, purtroppo. E ora in tanti puntano il dito su una programmazione di stagione che ha visto Sinner praticamente sempre in campo da marzo a giugno, con il record dei 5 Masters 1000 vinti consecutivamente e il trionfo a Wimbledon. In mezzo, solo il buco nero di Parigi, con la terra rossa che sembrava di facile conquista per l'italiano.




