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Mafia: Cgil Lazio, serve legge a tutela aziende confiscate, solo 10% sopravvive (2)

domenica 16 dicembre 2012
1' di lettura

(Adnkronos/Labitalia) - Secondo il sindacato, in "questi anni si e' sviluppata un'ampia esperienza di riutilizzo dei beni confiscati e in particolare delle aziende" e, se da una parte "quelle micro o di facciata (srl o societa' individuali) vengono messe in liquidazione, le piu' grandi, spesso con numero di dipendenti significativi, sono gestite dagli amministratori giudiziali o da cooperative degli stessi lavoratori, in altri casi sono assegnate a associazioni facenti capo a 'Libera' o altre". L'attivita' delle aziende confiscate, dopo l'uscita 'forzata' delle mafie, non e' facile. "Poiche' si tratta di aziende che, quando gestite dalle mafie, avevano disponibilita' -spiegano dal sindacato- di liquidita' illimitata e un mercato 'garantito'; passando alla gestione 'legale' registrano subito grandi difficolta'". In molti casi, le aziende, infatti, sono appesantite da ipoteche bancarie, il loro 'mercato garantito' si annulla, c'e' oggettiva diffidenza o peggio paura a rivolgersi a tali aziende, e i lavoratori in una prima fase non percepiscono, ribadisce la Cgil, retribuzioni o ammortizzatori sociali, senza dimenticare che "in tante occasioni i sindacalisti che hanno seguito i lavoratori per tutelarli si sono sentiti dire nella loro esasperazione: 'la mafia ci dava lavoro, lo Stato ce l'ha tolto'". (segue)