(Adnkronos) - Una criticita' quella del calore che, comunque, resta la cifra piu' evidente e importante delle vendemmie almeno a partire dal 2000 e che ha segnato e, forse, segnera', una sorta di nuova fase della viticoltura almeno per una porzione non piccola del Bel Paese. Pare restare fermo, anche per la vendemmia "rossa", il dato di una sensibile diminuzione produttiva, e Winenews.it, ha raccolto i pareri di alcuni degli enologi piu' importanti d'Italia e divisi in quattro categorie: "gli Accademici", "i Senatori", "le Conferme" e "gli Emergenti". Per Leonardo Valenti, professore di viticoltura all'Universita' di Milano e consulente di aziende del calibro della franciacortina Berlucchi e dell'umbra Caprai si tratta di una vendemmia che puo' essere giudicata a secondo "del livello di stress da calore che hanno subito le viti, quelle piu' vecchie, per esempio, molto minore, e della capacita' del viticoltore di decifrare l'entita' di questo stress. Chi ha lavorato bene tra i filari, diradando soprattutto, puo' avere l'opportunita' di trovarsi, con l'arrivo delle recenti piogge e di temperature piu' fresche, con piante che hanno ritrovato il loro processo fisiologico normale e quindi in grado di fornire una materia prima di buona, se non di ottima, qualita'. Chi non ha lavorato come si deve in vigna, non potra' invece ottenere altro che vini che porteranno i segni del caldo, con gradi alcolici elevati e tannini poco maturi. Ma attenzione alle perturbazioni in arrivo che potrebbero, se molto violente, portare criticita' ulteriori". "Le zone piu' precoci hanno iniziato le operazioni di raccolta - afferma Luigi Mojo, ordinario di enologia all'Universita' Federico II di Napoli - ma in tempi che smentiscono l'anticipo di cui tanto si e' parlato, almeno nei vigneti dell'Italia meridionale. E questo soprattutto se guardiamo alle varieta' locali, meglio adattate al clima meridionale, che daranno risultati certamente migliori di quelle alloctone. I dati analitici ci confermano che per le prime non ci sono anticipi cosi' evidenti. Varieta' come l'Aglianico e' anzi in bellissima forma e sta progredendo la sua maturazione in modo regolare, con grappoli molto sani, il che non ci fa temere l'arrivo di altre piogge. Evidente il dato - conclude Mojo - di una minore quantita' di materia prima".




