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Twitter, Libero torna a cinguettare ma non sappiamo cosa sia successo: un caso inquietante

Andrea Tempestini
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Twitter ci ha tolto la voce per 12 ore. Quelle 12 ore di silenzio imposte a Donald Trump prima di procedere alla rimozione coatta del presidente degli Usa dal social dei cinguettii. La differenza tra il caso di Libero e quello di The Donald? Le ragioni che hanno portato al silenziamento di quest'ultimo erano chiare - senza entrare nel merito di quanto sia inquietante il fatto che un social censuri il presidente degli Stati Uniti -, mentre i motivi per cui siamo stati costretti a tacere, ancora, non ci sono noti. Abbiamo chiesto spiegazioni e, ad ora, non ne abbiamo ricevute. Così come non abbiamo ricevuto durante il blocco spiegazioni ufficiali da parte del social. Siamo semplicemente, e magicamente, tornati a cinguettare.

 

 

 

Dunque, cosa è successo? Stiamo ancora cercando di capirlo: di contenuti "scomodi" - insomma, roba che i censori non possono avallare -, sul nostro feed ci pare proprio che non ce ne siano. Stando alle nostre indagini, non siamo stati neppure vittime di un tentativo di accesso illecito al nostro account. Possibile, dunque, che sia scattato una sorta di blocco automatico dopo un ipotetico numero massivo di "segnalazioni" da parte di chi vorrebbe tapparci la bocca. Insomma, tutto è possibile e ognuna di queste possibilità pone degli interrogativi che, per usare un eufemismo, ci perplimono.

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