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Assegno unico universale, partenza timida: la richiesta non oltre il 28 febbraio avrebbe garantito l'importo da gennaio

A pochi giorni dallo scadere del termine mancavano 1.520.335 domande

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L’Inps ha dovuto “spingere” l’Assegno unico universale. E’ spirato il termine del 28 febbraio per avere l’accesso all’Auu da marzo 2022 con gli arretrati da gennaio. Qualche giorno prima, l’Istituto ha sollecitato la richiesta per aver constatato che all’appello mancavano numerose istanze per chi ne ha i requisiti. Sono state gettate nel vuoto le prestazioni erogate per il nucleo familiare in busta paga o con la pensione e le relative detrazioni fiscali. Non si è avuto accesso all’Assegno fino a marzo per non aver fatto richiesta nei tempi. Forse le stime delle istanze presentate dal 21 al 28 febbraio restituiranno il giusto valore alla misura governativa, ma fino all’impulso dato dall’Inps le domande erano 2.280.705 su un totale di 3.801.040 figli. Strano. Perché? Eppure questa prestazione ne esclude altre tradizionalmente assegnate per il carico familiare. Fatto sta che il termine perentorio deciso in corsa dall’Inps potrebbe avere avuto altro interesse che non quello di pungolare affinché gli aventi diritto si affrettassero a far domanda. Chissà.

Non tutto è perduto. Con l’istanza dal 1° marzo al 30 giugno resteranno persi i primi due mesi dell’anno ma partirà l’assegno mensile. All’opera per un contributo in più, l’Inps dedica all’Assegno un sito internet, affiancandolo alla comunicazione sul web, sui social media e agli spot radiofonici, evidentemente finora poco efficaci. Dentro, un simulatore, dei tutorial e tanto altro. Anzi, tutto quanto è necessario sapere: aspetti soggettivi e oggettivi, importo spettante, quali voci in busta paga o della pensione sostituisce. E le FAQ, consuete per ogni misura di legge che l’INPS tratti. L’indirizzo è www.assegnounicoitalia.it. 

Chi ha presentato domanda entro il 28 febbraio 2022 potrà ricevere l’Assegno già a partire dalla seconda metà del mese di marzo. Per le domande inoltrate entro il 30 giugno, come detto, saranno riconosciuti gli arretrati da marzo, mentre per quelle presentate dopo tale data, l’Assegno spetterà dal mese successivo a quello della domanda.

Il carattere universalistico della prestazione dà il vantaggio a tutti i nuclei familiari, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, pensionati, non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza) e indipendentemente dalla presenza di ISEE: se il richiedente o il nucleo familiare del richiedente non ha un ISEE valido al momento di presentazione della domanda, l’Assegno sarà calcolato con l’importo minimo previsto dalla normativa (50 euro mese per ogni figlio a carico). Il carattere unico deriva dalla circostanza che la prestazione assorbe - dal mese di marzo 2022 - le altre misure a sostegno della famiglia: il Premio alla nascita (Bonus mamma domani), l’Assegno di natalità (Bonus bebè), gli ANF e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni. Verrà abrogato anche il Bonus tre figli. Restano in vigore la maternità comunale di 1.700 euro e il Bonus nido. 

In sintesi, l’Auu viene erogato dall’INPS sull’iban indicato dal richiedente. La domanda può essere presentata dalle famiglie che hanno figli a carico a partire dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni al ricorrere di determinate condizioni e senza limiti d’età per i figli disabili, alternativamente attraverso: il sito internet INPS (con accesso diretto al servizio in evidenza tramite SPID, Carta di Identità Elettronica 3.0 - CIE o Carta Nazionale dei Servizi - CNS); il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico); gli enti di patronato.

Sfumato l’assegno di gennaio e febbraio, la data da segnare è ora il 30 giugno 2022 entro cui presentare domanda. L’Auu spetterà, in questa ipotesi, anche per gli arretrati fino al mese di marzo.

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