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La benzina è già scesa, ora tocca alle bollette

L'87% dei distributori ha adeguato i prezzi dei carburanti al taglio delle accise. Intanto l'Ue apre alle misure previste nel decreto energia per ridurre le tariffe
di Sandro Iacomettisabato 21 marzo 2026
La benzina è già scesa, ora tocca alle bollette

3' di lettura

La benzina è già scesa. E le bollette potrebbero farlo presto. Il doppio colpo messo a segno dal governo tra Roma e Bruxelles porterà un po’ di sollievo ai consumatori soffocati dai rincari bellici dell’energia. Sarà pure un decreto pre elettorale, come continua a sbraitare l’opposizione dopo averlo invocato per una settimana, ma grazie all’intervento sulle accise chi è andato ieri a fare il pieno ha trovato una gradita sorpresa.

Secondo le rilevazione effettuate alle 15.00 di ieri dall'Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, l'87,7% degli impianti lungo la rete stradale e autostradale ha adeguato al ribasso i propri prezzi (rispetto a quasi il 60% rilevato nella mattinata). Sensibile la discesa delle tariffe, anche se non siamo ancora ai circa 25 centesimi previsti dal provvedimento. Il prezzo medio in modalità self-service sulla rete stradale nazionale si è attestato a 1,712 euro al litro per la benzina e a 1,958 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è stato pari a 1,788 euro al litro per la benzina e a 2,030 euro al litro per il gasolio. Ma cercando un po’ si è potuto fare rifornimento, rispettivamente, anche a 1,60 e 1,87.

Nel contempo, si è più che dimezzata - dall'11,4% al 4,5% la percentuale degli impianti che, oltre a non aver ancora adeguato i prezzi, li avevano addirittura aumentati. Insomma, il drammatico e polemico grido allarme immediatamente lanciato da opposizioni e associazioni dei consumatori sui mancati ribassi sembra giù superato dai fatti.

Non tutti i distributori, ovviamente, hanno aderito con entusiasmo all’adeguamento. Ad “incoraggiare” i tagli sono stati i controlli a tappeto della Guardia di Finanza disposti dal Garante per la sorveglianza dei prezzi proprio sulla base del nuovo regime speciale previsto dal decreto.

Controlli che proseguiranno su tutta la rete e lungo la filiera e i cui esiti saranno trasmessi anche all'Autorità Garante della Concorrenza per l'eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi di rilevanza penale, all'autorità giudiziaria.

Ma le buone notizie per gli italiani non sono finite. E per una volta arrivano persino da Bruxelles, dove mercoledì e giovedì si è svolto il Consiglio europeo dedicato, tra le altre cose, alla crisi energetica. Il tema centrale è il famigerato sistema Ets (Emissions Trading Scheme), ovvero la tassazione a carico delle imprese che per svolgere la loro attività producono quantitativi consistenti di emissioni, sulla base del principio tanto caro all’Europa green secondo cui chi inquina paga. Il problema è che alla fine pagano tutti, perché i costi si scaricano inevitabilmente sugli utenti finali e provocando anche distorsioni non indifferenti sul prezzo dell’energia.

Nel medio termine, come ha spiegato Ursula von der Leyen illustrando le conclusioni del Consiglio, «la prossima revisione dell'Ets (prevista a luglio, ndr) affronterà questioni specifiche importanti per l'Italia, come la proroga (oltre il 2035, ndr) per le quote gratuite per le industrie ad alta intensità energetica o la volatilità dei prezzi dell'Ets». Sicuramente uno spiraglio importante per il tessuto produttivo del nostro Paese, schiacciato dalle ecotasse. Anche se bisognerà vedersela con un blocco di Paesi, tra cui Francia e Germania, che sembra pronto a difendere gli Ets col coltello tra i denti, e con la stessa Commissione Ue, che continua a ritenere fondamentale il sistema di tassazione delle emissioni. Ma la novità che ora più ci interessa riguarda il breve termine e, in particolare, il decreto bollette.

A Bruxelles, ha spiegato ieri sera Giorgia Meloni da Vespa, «siamo riusciti a ottenere la possibilità per gli Stati membri di negoziare con la Commissione per affrontare le distorsioni che alcune regole europee producono. Una di queste, e chiaramente è il nostro obiettivo, è l'Ets, una tassa sulle forme più inquinanti di energia che finisce per determinare un aumento del costo anche per quelle meno inquinanti». Il decreto bollette, ha proseguito il premier, «punta alla sospensione di questo meccanismo perverso, ma serve un via libera della Commissione e quello che c'è scritto nelle conclusioni del consiglio ci dà la possibilità di ottenere quel via libera». Uno scenario confermato dalla stessa presidente Ue. «Da lunedì - ha annunciato von der Leyen - inizieranno le consultazioni e siamo fiduciosi di poter fare progressi per affrontare i problemi specifici dell'Italia». Parole chiare, che per la sinistra si traducono, però, in una sonora sconfitta della Meloni, che aveva chiesto di sospendere l’Ets. In altre parole, dopo aver contestato il taglio della benzina, ora le opposizioni sono pure contro quello delle bollette. © RIPRODUZIONE RISERVATA.