L’Inps ha annunciato l’avvio di una nuova fase di controlli rigorosi sulle prestazioni previdenziali legate al reddito. Dal mese di agosto 2026 partirà il blocco dei pagamenti per tutti i pensionati che non hanno ancora comunicato i dati reddituali relativi all’anno 2022, nonostante la campagna RED si sia conclusa il 31 marzo 2025.Il provvedimento riguarda esclusivamente le prestazioni calcolate in base alle condizioni economiche personali o familiari. Tra i trattamenti a rischio ci sono: l’integrazione al trattamento minimo, le maggiorazioni sociali, l’incremento al milione, la quattordicesima mensilità, l’assegno sociale, le prestazioni di invalidità civile collegate al reddito, il bonus da 154,94 euro e gli assegni familiari.
Come specificato nel messaggio Inps numero 2394 del 17 luglio 2026, l’Istituto incrocia i dati con le banche dati fiscali, ma laddove le informazioni non siano disponibili automaticamente, l’obbligo di comunicazione spetta al cittadino.Per i residenti in Italia inadempienti è prevista una trattenuta-sollecito del 5% sugli importi di agosto e settembre 2026, calcolata sull’importo lordo della pensione di luglio.
Sul cedolino comparirà la dicitura: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”. Sono temporaneamente esentati solo i pensionati con assegno mensile pari o inferiore a 100 euro.Come rimediare: la scadenza per evitare il taglio definitivo è fissata al 15 settembre 2026. Entro questa data i pensionati dovranno presentare la domanda di ricostituzione reddituale per il 2022 tramite il portale Inps (con SPID, CIE, CNS o eIDAS) o rivolgendosi a un patronato.In caso di ulteriore inadempienza, l’Inps procederà alla revoca definitiva delle prestazioni e al recupero coattivo di tutte le somme erogate e ritenute non dovute dal 2022.