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Deficit al 3,1% del Pil, resta la procedura d'infrazione: Ue contro l'Italia, le parole di Giorgetti

di Redazione martedì 22 settembre 2026

2' di lettura

Il deficit italiano nel 2025 si è attestato al 3,1% del Pil, secondo gli ultimi dati dell'Istat. L'Italia, dunque, non riesce a liberarsi dalla procedura d'infrazione europea per deficit eccessivo. A questo punto, secondo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, l'uscita potrà avvenire nel 2027. "Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027", ha dichiarato.

Dai conti economici nazionali diffusi dall'Istat emerge anche un aumento della pressione fiscale, che nel 2025 ha raggiunto il 42,9% del Pil, con una crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. L'Istat, inoltre, ha rivisto al ribasso il rapporto tra debito e Pil del 2025: il dato definitivo è del 136,7%, contro il 137,1% indicato nella stima dello scorso aprile. Il livello resta comunque superiore al 134,2% registrato nel 2024. Rivisti anche i valori degli anni precedenti. Il debito del 2024 passa dal 134,7% precedentemente stimato al 134,2%; quello del 2023 dal 133,9% al 134%, mentre per il 2022 la revisione porta il dato dal 138,4% al 138,3%.

 "So che i colleghi giornalisti, e non solo, oggi in Italia saranno impegnati nel commentare lo 0,1, perché per lo 0,1 l'Italia non esce dalla cosiddetta procedura di infrazione - ha commentato il vicepremier e ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo in collegamento alla relazione annuale dell'Autorità di regolazione dei trasporti al Parlamento -.  È surreale nel 2026 che la seconda potenza industriale d'Europa, la quinta potenza esportatrice al mondo, debba dipendere da meccanismi e logiche dello 0,1 per capire se può o non può investire nel suo futuro". E ancora: "Io dico chiaramente che non sarà questo 0,1 a condizionare o a limitare la nostra voglia di investire, di innovare, di modernizzare, di mettere in sicurezza con l'accompagnamento e la supervisione sempre attenta, e riringrazio il presidente (Nicola) Zaccheo e la sua squadra per questi anni".

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