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A questo punto molto meglio le elezioni subito

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Il voto anticipato, chiunque la spunterà, cancellerà l'ipocrisia degli ultimi mesi

Maria Giovanna Maglie
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Oggi facciamo a chi la spara più grossa sull'amnistia, spacciata per soluzione della riforma mancata della giustizia, dello scandalo del carcere preventivo, della lunghezza dei processi, dei reati penali che penali non dovrebbero essere. Un bello svuota carceri e stiamo apposto fino alla prossima volta. Anzi no, fermi tutti, non pare ma è una manovra subdola per aiutare Berlusconi, si archivi e si passi ad altro, a un'altra puttanata agostana. Solo il voto ci può liberare, la penso come Grillo, guarda un po' che stranezza. In cima all'elenco degli ultimi giorni c'è «l'appello alla responsabilità in nome dei sacrifici degli italiani», che se la batte sempre con «le sentenze si accettano e non si giudicano», ma è lungo l'elenco di puttanate ripetute ogni giorno di questo terribile agosto, dalle quali solo un bel voto ci solleverebbe,come vada vada, liberandoci dal governo insulso dei bravi ragazzi maestri di chiacchiere e rinvii, dalla pretesa pacificazione che non è mai cominciata, dal dilemma su Renzi premier, che nel Pd non lo vuole nessuno a partire dal finto sponsor  D'Alema, dalle bugie sul porcellum, che lo vogliono praticamente tutti, e giù pe' li rami dai veti del capo di una Repubblica che sarebbe non presidenziale, Dio ci scampi, ma nel frattempo assomiglia a una monarchia tranne che nei giorni in cui lui se ne lava le mani, fino a «la» presidente della Camera, come recita fresca carta reintestata, così non ci sbagliamo. L'elenco delle frasi ipocrite e inutili è lungo: ce lo chiede l'Europa, è un percorso virtuoso guai a interromperlo, prendiamoci tempo per esaminare la Severino, è retroattiva, no che non lo è, è un governo di servizio, meglio i domiciliari no meglio il carcere, le sigarette fanno male, in Italia niente ogm, l'Imu si cancella, no si rinvia, ma solo al settanta per cento, meglio Imu o Tares, segni di ripresa vistosa anzi flebile, il voto sarebbe una catastrofe, ma il Pd deve dare un segnale, Napolitano piuttosto si dimette, fanno il Letta bis con Crimi, anche se si vota non cambia niente. Mi fermo ma il gioco è aperto anche se la misura è colma. Un bel voto, tana libera tutti. Non ci sarebbe bisogno dello scandalo della sentenza Mediaset, e della obiettiva mancanza di volontà e di impedirlo e di porvi rimedio, per decidere che la situazione di stallo degli equilibri di forze politiche non va lasciata incancrenire, che il governo di pacificazione e di larghe intese che duri più di una stagione è un imbroglio, una truffa chiunque si metta a guidarlo, che questo in carica in particolare ha dimostrato una rara incapacità di visione  e una tendenza preoccupante al rinvio di qualunque riforma indispensabile, mescolate a un tasso di moralismo cattocomunista insopportabile e alla stessa subalternità internazionale del suo predecessore Monti, insomma che così facendo qualsiasi sacrificio è inutile, il Paese va fallito. Non c'era nessuna buona fede in chi ha accettato la proposta delle larghe intese, solo il desiderio avido di sfruttare la vacanza di ostilità per dare la botta finale al Cav, e non era un desiderio solo degli avversari politici, allignava anche in un pezzo del Pdl. Una legge elettorale vale più o meno come un'altra, non è che le preferenze non generassero clientela e corruzione, basterebbe una leadership politica in grado di mettere in lista il meglio invece che la servitù. Questo stavolta farebbe la differenza, lo ha capito Grillo, dovrebbe capirlo anche il Cav al momento di fare le liste, insomma non fare come l'ultima volta e neanche come la penultima. Tanto la servitù appena sente puzza di crisi scappa con l'argenteria. Se poi cambiando nome e tornando al vecchio marchio recupera un po' di spirito liberale liberista e libertario, si avrà diffusa riconoscenza e perfino per quel che conta il mio voto. I sondaggi sono incoraggianti, anche se agli italiani sta giustamente più a cuore il mattone e il lavoro, l'idea del Cav in catene è un boomerang per chi l'ha progettata, purché al Cav reggano i nervi e decida da solo, non illudendosi che gli lascino le aziende se molla, vogliono anche quelle per la grande svendita finale del Bel Paese.  Non credo che Grillo abbia margini di consenso maggiore, al contrario. Non credo nemmeno che Matteo Renzi ce la farebbe a essere ancora una volta facilmente il candidato premier del Pd, si stanno preparando a fregarlo di nuovo. Ma in ogni caso non è più il blairiano laburista riformista di un anno fa che tentava gli elettori moderati, ha pesantemente strizzato l'occhiolino a sinistra, il suo consigliere economico parla solo di lotta all'evasione fiscale, fa l'antiberlusconiano, insomma niente di veramente nuovo sotto il sole, a conferma che se stai nel Pd ex Ds ex Pds e Pci, quelli sono i confini dell'irriformabilità.  Comunque vada, chiunque vinca, sarà meglio dell'ipocrisia tremenda degli ultimi mesi. Maria Giovanna Maglie

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