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Ursula von der Leyen umilia l'Italia: "Non vi ho promesso nulla", cosa perdiamo grazie al M5s

Caterina Spinelli
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"Sono stati formulati auspici, ma non può esser fatta nessuna promessa fino a quando tutto lo schema non sarà completato". Ursula Von der Leyen sembra avvalorare la tesi per cui l'Italia non avrà un posto in Commissione. In un'intervista a der Spiegel, la neo presidente nega infatti di aver promesso poltrone in Commissione o finanziari nei prossimi bilanci pluriennali dell'Unione ai governi di Polonia, Ungheria e del nostro Paese per assicurarsene i voti al Parlamento europeo così da essere eletta presidente della Commissione. Dal nostro Paese, lo si ricorda, i voti decisivi per l'elezione sono arrivati dal M5s: un caso politico che la scorsa settimana aveva portato il governo gialloverde sull'orlo del collasso. L'esecutivo italiano - chiarisce Il Messaggero - si attende la delega alla Concorrenza e Giuseppe Conte lo ha ripetuto più volte, ma incastrare competenze e deleghe, rispettando il criterio del peso di ciascuno Paese, è complicato. La dichiarazione della Von der Leyen non è però piaciuta a Matteo Salvini che non solo ha deciso all'ultimo di non votarla, ma che dimostra di essere scettico sul suo operato: "Non ho mai avuto il piacere di parlare con la presidente della Commissione europea, non penso e spero che non abbia pregiudizi politici. Se devo fare un esempio il gruppo dei Verdi, che le ha votato contro, ha rivendicato 4 commissari. Che all'Italia spetti un commissario importante è nei fatti, sarebbe triste agire contro un popolo per scelte politiche fatte a tavolino". Leggi anche: Berlusconi, la zampata: "Chi è la nuova candidata italiana alla commissione Ue" Intanto l'Italia ha preso tempo e non ha ancora indicato il nome del possibile commissario, da riferire comunque entro fine agosto. "Io non ho mai sentito promesse fatte a nessuno, non lo so, non ho rapporti con lei, non so che promesse abbia fatto ad altri", interviene un po' impaurito il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, interpellato ieri a Istanbul dall'Ansa. Resta il fatto che l'isolamento della Lega in Europa non aiuta neppure Conte a spuntare una delega di rilievo, anche perché tutti i commissari dovranno poi superare il giudizio dell'aula dove vige una maggioranza europeista che ha già negato al gruppo della destra, composto dal Carroccio e dagli europarlamentari di Marine Le Pen, la presidenza delle commissioni. Svanita così la candidatura del sottosegretario Giancarlo Giorgetti, Salvini è ora alle prese con un'ardua ricerca della figura di centrodestra idonea alla poltrona. Un tecnico, più che un politico, sarebbe questa la volontà del vicepremier, pronto a scavalcare la contrarietà del Movimento 5 Stelle. 

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