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Scandalo finanziario

Papa Francesco non può più fidarsi di nessuno. Trema il Vaticano, clamoroso sospetto sulla Gendarmeria

12 Ottobre 2019

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Papa Francesco non può più fidarsi di nessuno. Trema il Vaticano, clamoroso sospetto sulla Gendarmeria

Papa Francesco ha avviato la procedura per la sostituzione del capo della Gendarmeria vaticana Domenico Giani. Dopo lo scandalo finanziario che ha travolto il Vaticano Bergoglio si sarebbe convinto dell'opportunità di un cambio ai vertici della struttura che si occupa di tutte le inchieste avviate dentro le mura. Rivela Fiorenza Sarzanini in un retroscena sul Corriere della Sera che "alcune indiscrezioni parlavano addirittura di dimissioni, in realtà si sta cercando una via d'uscita concordata con Giani che sarebbe destinato ad un altro incarico all'esterno della Santa Sede, forse in un organismo internazionale".

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Il primo ottobre la sala stampa vaticana aveva diramato la notizia: "Questa mattina sono state eseguite, presso alcuni Uffici della I° Sezione della Segreteria di Stato e dell' Autorità di Informazione Finanziaria dello Stato, attività di acquisizione di documenti e apparati elettronici. L'operazione, autorizzata con decreto del Promotore di Giustizia del Tribunale, Gian Piero Milano e dell' Aggiunto Alessandro Diddi, e di cui erano debitamente informati i Superiori, si ricollega alle denunce presentate agli inizi della scorsa estate dall'Istituto per le Opere di Religione e dall' Ufficio del Revisore Generale, riguardanti operazioni finanziarie compiute nel tempo".  Si scopre che le indagini riguardano monsignor Mauro Carlino, capo dell'Ufficio informazione e Documentazione della Santa Sede; il direttore dell' Aif - l' autorità antiriciclaggio - Tommaso Di Ruzza; due funzionari, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi; un'impiegata dell' amministrazione, Caterina Sansone.

Il giorno seguente L'Espresso pubblica l'immagine di una nota interna firmata da Giani con le foto dei cinque, la comunicazione sulla loro "sospensione dal servizio" e il divieto di ingresso in Vaticano. Una "soffiata" ritenuta gravissima. Tanto che Papa Francesco voleva incontrare Giani per manifestargli il proprio disappunto. Non che sia stato lui a far uscire il documento riservato ma comunque non avrebbe vigilato 

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