Roma, 19 mag. - (Adnkronos/Aki) - "Non ci sara' un ritorno alla guerra con il Sud Sudan" nonostante le tensioni tra Khartoum e Juba, dovute a questioni irrisolte dopo la secessione del Sud a luglio 2011. Ne e' convinto il ministro degli Esteri sudanese Ali Ahmed Karti. Il capo della diplomazia sudanese, da ieri a Roma, ha visitato il Palazzo dell'Informazione, sede del gruppo GMC-Adnkronos, e sottolinea come "nemmeno gli scontri nella regione petrolifera di Heglig (occupata per una decina di giorni dall'esercito del Sud Sudan, ndr) abbiano riportato alla guerra". "La guerra non e' piu' un'opzione, lo e' solo la pace - ha aggiunto Karti - Lo scontro avrebbe avuto un senso solo se avessimo continuato a condurlo quando il Sud era ancora una parte integrante del Sudan". Il ministro auspica che si "riprendano al piu' presto" i negoziati con il governo di Juba, come sollecita la risoluzione 2046 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma avverte poi che "la priorita' e' il dossier della sicurezza, ci sono tante questioni pendenti in merito a questo che non giovano ai rapporti bilaterali". Un riferimento al fatto che Khartoum accusa Juba di sostenere e dare rifugio i ribelli del Darfur e chiede il disarmo di ex-ribelli separatisti di SPLM nelle regioni confinanti, come Sud Kordofan, Blue Nile. "Il ritorno al tavolo del negoziato dipende dell'abilita' del mediatore dell'Unione africana, l'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki che in questi giorni e' a Khartoum, di convincere i governanti del Sud Sudan ad affrontare prima di tutto le questioni della sicurezza", ha ribadito Karti. (segue)




