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Vladimir Putin "deposto con una rivolta di strada". Khodorkovskij, lo scenario che sconvolge la Russia e il mondo

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 "La nuova Costituzione russa rimuove la possibilità di un avvicendamento legale del potere. Il che vuol dire che, quando mai ci sar un cambio di regime, avverrà con una rivoluzione". Pensieri e parole di Mikhail Khodorkovskij, ex patron del colosso petrolifero russo Yukos, condannato a 10 anni di carcere duro in Siberia per evasione fiscale, appropriazione indebita e frode e fiero oppositore del presidente russo, Vladimir Putin. Dal 2013 vive a Londra. Khodorkovskij ha fondato Open Russia, organizzazione "non grata" in Russia ed stato uno dei sostenitori della campagna "Njet", per bocciare il voto dell'1 luglio sulla riforma costituzionale che consentirà Putin di restare al potere almeno fino al 2036.

 

 

"Era chiaro che il Cremlino avrebbe aggiunto al conteggio finale qualsiasi numero di voti necessario. Putin si è trasformato in un presidente illegittimo e ha ufficialmente messo fine all'indipendenza della magistratura. Non sarà più obbligato a rispettare le decisioni dei tribunali internazionali. Il voto può durare più giorni e gli osservatori sono scelti tra persone selezionate dal Consiglio presidenziale", racconta in una intervista a Repubblica.  In base a ciò, analizza Khodorkovskij, “non sara’ piu’ obbligato a rispettare le decisioni dei tribunali internazionali. Ci sono i cambiamenti introdotti dalla legge speciale sulle nuove procedure elettorali. Il primo luglio le autorità sono riuscite a ‘iniettare’ 22 milioni di voti falsi”, conclude Khodorkovskij.

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