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Gaza, Israele pronta a inondare i tunnel: estremi rimedi contro Hamas

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Mirko Molteni
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 Inondare i tunnel di Hamas con acqua di mare per stanare il nemico. Questo il piano che, secondo il Wall Street Journal, Israele prepara da un mese, ma che non ha ancora messo in atto a causa di varie incertezze, in primis la sorte degli ostaggi ancora prigionieri nelle basi sotterranee palestinesi. Sono stati anonimi ufficiali americani a rivelare al giornale newyorchese il progetto, di cui Israele ha informato gli Stati Uniti già un mese fa. Sono state installate dalle truppe israaeliane cinque grandi pompe idrovore sulla costa del Mediterraneo, poco più a Nord del campo profughi di Al Shati, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza. Le pompe pescano direttamente dal mare, potendone riversare l'acqua nei tunnel più vicini. Si calcola che, con una portata di migliaia di metri cubi d'acqua all'ora, i tunnel possano essere riempiti in alcune settimane. Un riempimento graduale, dato che le gallerie scavate da Hamas sono estese forse per ben 500 km.

In serata il generale Herzl Halevi, capo di stato maggiore dell'esercito israeliano, l'ha definita «una buona idea». Ma potrebbe essere valida a patto che la rete dei tunnel sia tutta interconnessa, e non, magari, costituita da sistemi di gallerie indipendenti, oppure dotati di chiusure ermetiche per tagliar fuori tratti allagati. Finché non verranno rilasciati tutti gli ostaggi, inoltre, saranno essi stessi a rischio di annegamento o rappresaglia. Si teme inoltre che impregnare il sottosuolo di Gaza con milioni di tonnellate di acqua salata inquini la falda acquifera, rendendo la Striscia una landa isterilita. E che causi vasti cedimenti del terreno, con voragini che inghiottirebbero abitazioni civili. Uno degli ufficiali sentiti dal Wall Street Journal ha commentato: «Non sappiamo come l'acqua marina scorrerà nei tunnel perché nessuno c'è stato».

 

 

 

BOMBA SPUGNA

L'allagamento è solo l'ultimo degli espedienti vagliati da Israele. Già il 26 ottobre fonti come Al Jazeera e Middle East Eye sostenevano che gli israeliani intendessero pompare nei tunnel gas leggermente nervini o paralizzanti, forse simili al fentanyl usato nel 2002 dai russi contro i terroristi ceceni che avevano sequestrato decine di ostaggi al teatro Dubrovka di Mosca. Le indiscrezioni sui gas erano dovute a «fughe di notizie provenienti dagli Usa», secondo cui Israele sarebbe stata aiutata dalla Delta Force USA nel pompaggio di gas «sufficienti a paralizzare i movimenti fisici per un periodo compreso tra 6 e 12 ore». Altro stratagemma è la “bomba-spugna”, ovvero, in ebraico, Bitsetsa Tswog, per sigillare gli accessi ai tunnel con materiale schiumogeno.

Sarebbe un ordigno che contiene due prodotti chimici segreti, in compartimenti separati. Quando un soldato innesca la bomba, le due sostanze si mescolano e la loro reazione chimica crea uno schiumogeno che in pochi secondi s'espande e s'indurisce all'aria. La bomba-spugna è stata collaudata per la prima volta in esercitazioni del 2021, ma richiede cautela poiché lo schiumogeno potrebbe creare intossicazioni agli stessi militari che l'utilizzano.

 

 

 

FRONTE LIBANESE

Ieri Hamas ha lanciato ancora razzi su Israele, sebbene in gran parte abbattuti dai missili Iron Dome. Ad Ashkelon è stato colpito un edificio, mentre a Tel Aviv è stata danneggiata una scuola. S'è registrato un solo ferito, un uomo di 40 anni. Frattanto, ai continui lanci di missili da parte di Hezbollah, Israele ha reagito bombardando fino a 30 villaggi in Libano, nonché basi del movimento sciita filoiraniano anche in Siria, a Jarajir e sulla strada Damasco-Homs. Per la prima volta i raid israeliani hanno ucciso un soldato dell'esercito governativo libanese e ne hanno feriti tre, suscitando i timori del premier di Beirut, Najib Mikati: «Vogliamo tenere fuori il paese da un'ampia guerra». Il presidente turco Recep Erdogan, ospite in Qatar, altro paese vicino ad Hamas, ha sbottato: «La guerra non si allarghi alla Siria». Intanto, da Mosca si conferma che il presidente russo Vladimir Putin sarà oggi in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, per poi ricevere in Russia giovedì il presidente iraniano Ebrahim Raisi. E da Washington, il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha annunciato sanzioni Usa contro quei coloni ebrei della Cisgiordania accusati di contribuire alla tensione con violenze contro i palestinesi. 

 

 

 

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