Trump contro Putin, il giorno decisivo. Missili Patriot a Kiev, "chi paga"

lunedì 14 luglio 2025
Trump contro Putin, il giorno decisivo. Missili Patriot a Kiev, "chi paga"

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Dovrebbe arrivare nelle prossime ore la "dichiarazione importante" promessa dal presidente americano Donald Trump (che oggi incontrerà anche il segretario generale della Nato Mark Rutte) nei confronti della Russia.

Nei giorni scorsi, con toni a dir poco aspri, l'inquilino della Casa Bianca si era detto profondamente contrariato dal nulla di fatto dell'omologo di Mosca, Vladimir Putin, sul fronte diplomatico per la risoluzione del conflitto ucraino. Come per "preparare il terreno" a quello che potrebbe rivelarsi un ulteriore allontanamento delle due superpotenze, il tycoon ha annunciato ieri che gli Stati Uniti invieranno i sistemi antiaerei Patriot tanto richiesti da Zelensky in Ucraina. "Invieremo loro i Patriots, di cui hanno disperatamente bisogno", ha dichiarato Trump, due settimane dopo che Washington aveva annunciato la sospensione di alcune consegne di armi a Kiev. "Non ho ancora deciso quanti, ma li riceveranno perché hanno bisogno di protezione", ha aggiunto.

La spedizione di armi farà parte di un accordo che coinvolge la Nato, che pagherà gli Stati Uniti per il materiale bellico che invierà all'Ucraina, secondo quanto confermato dallo stesso Trump. "Invieremo loro vari equipaggiamenti militari molto sofisticati e loro ci pagheranno il 100%", ha detto il presidente ai giornalisti, ribadendo la sua delusione nei confronti della controparte russa. Le autorità tedesche invece non invieranno missili Taurus né sistemi di difesa aerea Patriot all'Ucraina, nonostante la "richiesta rinnovata" di Kiev. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in un'intervista al Financial Times. "In Germania ne abbiamo solo sei (sistemi Patriot) rimasti", ha spiegato Pistorius al quotidiano. "Sono davvero troppo pochi, soprattutto considerando gli obiettivi di capacità che la Nato ci impone. Di certo non possiamo darne altri". 

The Donald ha espresso ancora una volta la sua delusione per i continui e intensi attacchi aerei russi contro l'Ucraina, senza un cessate il fuoco in vista. "Putin ha davvero sorpreso molti. Parla gentilmente e poi bombarda tutti la sera", ha dichiarato il presidente americano. Un ulteriore segnale di una possibile svolta "pro Kiev" di Washington potrebbe essere dedotto dal fatto che proprio da oggi l'inviato statunitense Keith Kellogg inizierà una nuova visita in Ucraina lunedì. Kellogg dovrebbe trattenersi nel paese invaso un'intera settimana.