Ucraina, "il disimpegno di Trump non sarebbe negativo": vanno a schiantarsi?

martedì 15 luglio 2025
Ucraina, "il disimpegno di Trump non sarebbe negativo": vanno a schiantarsi?

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"Quando gli Stati Uniti non forniscono assistenza all’Ucraina, questo aiuta Putin. Quando invece scelgono di farlo, non lo favoriscono, ma nemmeno lo fermano": l'ex ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, oggi insegnante ad Harvard e Sciences Po, lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera, commentando le ultime mosse degli Usa nel conflitto tra Mosca e Kiev. "Ci sono due gruppi nell’attuale amministrazione - ha spiegato ancora Kuleba riferendosi agli Stati Uniti -. Uno è anti-ucraino e cerca di mascherare i suoi sforzi per indebolire l’Ucraina con la scusa dell’America First. E l’altro, davvero filoamericano, comprende l’importanza dell’Ucraina per la posizione dell’America nel mondo. Il primo gruppo sembra essere rappresentato dal Pentagono. Il secondo dal dipartimento di Stato e dalla Cia. Ecco perché assisteremo ancora a decisioni sbagliate, poi a decisioni buone e poi di nuovo a decisioni sbagliate: entrambi questi gruppi sono potenti e si contenderanno l’influenza sul presidente Trump. Quindi ci saranno altri tentativi di ostacolare gli aiuti all’Ucraina, alcuni dei quali non saranno nemmeno resi pubblici". 

Cercando di immaginare cosa succederà sul fronte quest'estate, Kuleba ha detto: "Sembra che il presidente russo abbia dato istruzioni ai suoi generali di intraprendere un’altra grande offensiva. Ma non ci riuscirà. Non sentirete grandi notizie sul campo di battaglia, né sulle conquiste russe, né su quelle ucraine ma ciò di cui purtroppo parleremo ancora nel corso delle prossime settimane saranno altri attacchi aerei ancora più brutali, terrorizzanti e distruttivi contro le città ucraine, con ulteriori danni e altri morti".

Sull'atteggiamento Usa, invece, ha sottolineato: "L’esperienza degli ultimi sei mesi è stata profondamente traumatizzante, non solo per l’Ucraina e i suoi alleati europei ma anche per gli stessi Stati Uniti. Ragion per cui non considero il disimpegno di Trump necessariamente un elemento negativo. In ogni caso perché la Russia si sieda al tavolo delle trattative, devono verificarsi due cose". "In primo luogo - ha spiegato l'ex ministro - deve esserci un colpo economico che privi Mosca delle entrate petrolifere, perché sono l’unica grande fonte di denaro della macchina bellica russa. Poi, se si dovesse creare una situazione di stallo in prima linea, o se l’Armata iniziasse a perdere posizioni, allora Putin potrebbe iniziare a negoziare. Ma dal momento che siamo lontani da questo scenario, oggi non ha davvero senso concentrarsi sui negoziati".

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