Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, intorno alle 2 ora locale (le 7 in Italia), Caracas e altre aree del Venezuela sono state colpite da una serie di forti esplosioni, accompagnate da sorvoli di aerei ed elicotteri a bassa quota. L'attacco segna un'escalation dopo mesi di minacce USA e dispiegamento navale nei Caraibi. Catturati il presidente venzuelano Nicolas Maduro e sua moglie. Di seguito la cronaca della giornata:
Ore 21.26 - Macron, popolo liberato da dittatura Maduro, ora transizione pacifica
Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che il popolo venezuelano è "oggi liberato dalla dittatura di Nicolas Maduro" e che "non può che rallegrarsene". In un messaggio pubblicato su X, Macron ha sottolineato che "confiscando il potere e calpestando le libertà fondamentali, Nicolas Maduro ha gravemente leso la dignità del suo stesso popolo". "La transizione che si apre deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano", ha aggiunto il titolare dell'Eliseo, auspicando che "il presidente Edmundo Gonza'lez Urrutia, eletto nel 2024, possa assicurare al più presto questa transizione". Macron ha inoltre reso noto di essere in contatto con i partner della regione e ha assicurato che "la Francia è pienamente mobilitata e vigile, in particolare per garantire la sicurezza dei suoi cittadini in queste ore di incertezza".
Ore 21.24 - Sanchez: "Non riconosciamo l'intervento Usa"
"La Spagna non ha riconosciuto il regime di Nicolas Maduro. Tuttavia, il Paese non riconoscerà nemmeno un intervento che violi il diritto internazionale e spinga la regione verso un orizzonte di incertezza e bellicismo". Lo dichiara via social il premier spagnolo Pedro Sanchez, chiedendo a tutte le parti in causa di "pensare alla popolazione civile, di rispettare la carta dell'Onu e di articolare una transizione giusta e basata sul dialogo".
Ore 20.30 - Appello all'unità della vicepresidente del Venezuela Rodriguez
La vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez chiede calma e unità per difendere il Paese.Ribadisce che il Venezuela ha un solo presidente, Maduro, e aggiunge: "Non saremo mai la colonia di un altro Paese".
Ore 20.27 - La vicepresidente del Venezuela contro Trump
Delcy Rodriguez ha pronunciato un duro discorso alla nazione, accusando Washington di aver lanciato "un'aggressione militare senza precedenti", un attacco "brutale" e chiedendo la liberazione di Nicolas Maduro, definito "l'unico presidente del Venezuela". Parlando in diretta televisiva, Rodriguez ha denunciato l'operazione militare statunitense come una grave rottura delle relazioni bilaterali. "Gli Stati uniti hanno lanciato un'aggressione militare senza precedenti che costituisce una macchia terribile nello sviluppo delle relazioni bilaterali", ha affermato. Secondo la presidente ad interim, con l'attacco "sono cadute le maschere, rivelando un solo obiettivo: il cambio di regime in Venezuela". Rodriguez ha quindi accusato Washington di puntare alle risorse del Paese. "Questo cambio di regime permetterebbe anche l'appropriazione delle nostre risorse energetiche, minerarie e naturali. Questo è il vero obiettivo, e il mondo e la comunità internazionale devono saperlo", ha dichiarato
Ore 19.40 - Trump: Machado non gode del rispetto necessario per essere leader
La leader delle opposizioni Maria Corina Machado non ha il "rispetto necessario" a svolgere il ruolo guida nella transizione del Venezuela. Lo ha detto il presidente degli Usa, Donald Trump, nella conferenza stampa successiva all'operazione che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro e Cilia Flores, la moglie. "Penso che sarebbe molto difficile per lei essere leader. Non ha il sostegno o il rispetto necessari all'interno del Paese", ha detto Trump dopo aver anticipato l'intenzione di voler affidare agli Usa la guida del Paese caraibico fino alla normalizzazione. "È una brava donna, ma non ha il rispetto necessario", ha aggiunto.
Ore 19.16 - Le immagini di Trump nella "situation room" di Mar-a-Lago
L'amministrazione Trump ha diffuso le immagini del presidente mentre osserva l'azione contro Maduro in diretta, dalla "situation room" allestita nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida: una serie di immagini che richiamano alla mente quelle di Barack Obama durante l'intervento che portò all'uccisione di Osama bin Laden. Il vicepresidente JD Vance non era presente di persona, ma attraverso una videochiamata "sicura".
Ore 19.06 - Trump: "Cuba? Ne parleremo. E il presidente della Colombia si guardi il didietro"
Trump ha risposto anche a una domanda su Cuba. "Prima o poi ne parleremo - ha detto -. È una nazione in fallimento, vogliamo aiutare anche quel popolo". Il segretario di Stato Rubio ha dichiarato che il governo cubano dovrebbe preoccuparsi: "Se vivessi all'Avana e facessi parte del governo, sarei almeno un po' preoccupato. Cuba è una catastrofe, è guidata da uomini incompetenti". Quanto alla Colombia, sempre Trump ha aggiunto che "il presidente dovrebbe guardarsi il didietro. Vogliamo essere circondati da Paesi sicuri".
Ore 18.31 - Trump: "Non siamo spaventati dal dover mettere i 'boots on the ground', faremo il Venezuela grande di nuovo"
Rispondendo alle domande dei cronisti, Trump ha precisato che gli Stati Uniti governeranno il Venezuela "designando persone che conosciamo, con un gruppo", anche se "non abbiamo paura di dover mettere i boots on the ground, truppe sul terreno. Ieri sera avevamo truppe sul terreno a un livello molto alto. In realtà, non ne abbiamo paura. Non ci dispiace dirlo, ma faremo in modo che il Paese sia amministrato correttamente". "Vi faremo sapere chi sono" queste persone, ha detto. E ancora: "«Renderemo di nuovo grande il Venezuela, faremo in modo che il petrolio possa essere estratto e venduto come può, faremo molti soldi per il popolo e ce ne prenderemo cura". Trump ha anche detto che "avremo un rimborso" per quanto sottratto dai regimi di Chavez e Maduro.
Ore 18.23 - L'operazione militare per catturare Maduro: "150 aerei ed elicotteri coinvolti"
Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto Usa, ha fornito dettagli sulla massiccia operazione che ha portato alla cattura di Maduro: scattata nel cuore della notte tra il 2 e il 3 gennaio, ha coinvolto oltre 150 tra elicotteri, bombardieri, caccia, unità di intelligence, ricognizione, sorveglianza, "con migliaia e migliaia di ore di esperienza. Il membro più giovane dell'equipaggio aveva 20 anni e il più anziano 49". Un solo elicottero è stato colpito, ma è stato in grado di fare ritorno alla base in sicurezza. Maduro e la moglie "non hanno opposto resistenza". Alle 3:29, ora di New York (le 9:29, in Italia), i due sono arrivati sulla Uss Iwo Jima.
Ore 18.15 - Trump: "Un avvertimento per chiunque ci minacci"
"L'operazione di oggi è un avvertimento per chiunque ci minacci", ha detto ancora Trump.
Ore 17.58 - Trump: "Ci è stato rubato il nostro petrolio"
Nel corso della conferenza stampa, Trump ha detto che "ci è stato rubato il nostro petrolio": "Le infrastrutture erano nostre, il petrolio era nostro, e ci è stato rubato tutto. Nessun presidente prima di me ha fatto nulla. Ma nessun potere straniero ci ruberà più nulla, ora". Trump ha anche detto che le compagnie petrolifere americane si insedieranno in Venezuela. "Come tutti sanno, il settore petrolifero in Venezuela è in crisi da molto tempo. Faremo intervenire le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate e inizieranno a fare soldi per il Paese".
Ore 17.55 - Trump: "Nuovo attacco se necessario"
"Siamo pronti a sferrare un nuovo attacco in Venezuela se sarà necessario - ha detto Trump -. Eravamo già pronti a sferrare una seconda ondata di attacco, molto piu' grande. Tuttavia, la prima azione è stata talmente di successo che non è stata necessaria, e probabilmente non lo sarà".
Ore 17.52 - Trump: "Governeremo noi il Paese"
Gli Stati Uniti governeranno il Venezuela fino a una completa transizione politica dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump. "Governeremo il Paese finché non potremo realizzare una transizione sicura, corretta e giusta", ha aggiunto.
Ore 17.51 - Trump: "Una forza mai vista dalla Seconda guerra mondiale"
"Abbiamo eseguito un'operazione via nave e via aerea in Venezuela nella notte, usando una forza mai usata prima. Un attacco mai visto dalla Seconda guerra mondiale - ha detto Trump in conferenza stampa -. Nessun Paese al mondo può raggiungere la potenza americana".
Ore 17.50 - Media, l'aereo militare con Maduro atterrerà oggi a New York, prima scalo a Guantanamo
L'aereo militare con a bordo Nicolas Maduro atterrerà oggi a New York. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali Maduro è sotto la custodia militare e sarà consegnato alle autorità federali. Secondo l'Abc, prima di arrivare a New York, Nicolas Maduro farà una tappa a Guantanamo, dove sarà trasferito sotto la custodia dell'Fbi.
Ore 17.34 - Trump pubblica una foto di Maduro
Il presidente Usa Donald Trump pubblica sul suo social Truth una foto di Nicolas Maduro a bordo della nave americana Iwo Jima. Maduro indossa una tuta grigia della Nike e ha una bottiglietta d'acqua in mano. Indossa un paio di occhiali scuri.
Ore 17.24 - Gonzalez: "Pronti per la ricostruzione della nostra nazione"
Edmundo Gonzalez Urrutia, il leader dell'opposizione che aveva vinto - secondo gli osservatori internazionali - le elezioni del 2014, ha commentato su X quanto avvenuto nelle scorse ore. "Siamo pronti per la grande operazione di ricostruzione della nostra nazione", ha detto. Maria Corina Machado, leader dell'opposizione e premio Nobel per la Pace 2025, ha poco fa indicato proprio Gonzalez come il legittimo presidente del Venezuela.
Ore 17.20 - Trump e la copia dell'abitazione di Maduro
Un altro dettaglio relativo alla cattura di Maduro emerge dalle parole di Trump a Fox & friends. Secondo Trump, in preparazione dell'operazione odierna in Venezuela, le forze armate statunitensi avrebbero costruito una copia dell'abitazione in cui si trovava il presidente Nicolas Maduro per prepararsi. "Hanno davvero costruito una casa identica a quella in cui sono entrati, con tutte le casseforti e tutto l'acciaio presente all'interno". Secondo il presidente, la simulazione avrebbe consentito alle forze coinvolte di prepararsi in modo accurato al blitz, riducendo i rischi operativi durante l'intervento sul terreno.
Ore 17.01 - La vice di Maduro è a Caracas
La vice presidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, si trova a Caracas. Lo hanno detto al New York Times tre fonti vicine a Rodriguez, smentendo la sua presenza in Russia, come riferito da altre fonti alla Reuters. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha bollato come "falsa" la notizia sulla presenza di Rodriguez in Russia.
Ore 16.55 - Incriminato anche il figlio di Maduro
Gli Usa hanno incriminato non solo Nicolas Maduro e la moglie, ma anche il figlio Nicolàs Ernesto. Le accuse nei suoi confronti riguardano reati legati a droga e armi da fuoco.
Ore 16. 54 - Machado: "Gonzalez assuma la presidenza"
La leader dell'opposizione e premio Nobel per la Pace 2025 Maria Corina Machado ha commentato ufficialmente - con una nota postata su X - quanto accaduto nelle scorse ore e ha invitato Edmundo Gonzalez, che sfidò Maduro alle elezioni del 2024 e le vinse, secondo gli osservatori internazionali, ad assumere la presidenza del Paese. Secondo Machado, l'opposizione "ricostituirà l'ordine democratico nel Paese e libererà i prigionieri politici". "Oggi siamo pronti a far valere il nostro mandato e a prendere il potere - ha detto ancora Machado -. Restiamo vigili, attivi e organizzati finché la transizione democratica non sarà realizzata. Una transizione che ha bisogno di tutti noi. Venezuelani nel nostro Paese, siate pronti a mettere in pratica ciò che presto vi comunicheremo attraverso i nostri canali ufficiali. Venezuelani all'estero, abbiamo bisogno che siate mobilitati, che attiviate governi e cittadini del mondo e li coinvolgiate ora nella grande operazione di costruzione del nuovo Venezuela. In queste ore decisive, ricevete tutta la mia forza, la mia fiducia e il mio affetto".
Ore 16.15 - Palazzo Chigi: Meloni ha seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle loro primissime evoluzioni
L’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto - si legge in una nota di Palazzo Chigi -. Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico. In raccordo con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Presidente Meloni continua a seguire con particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del Governo.
Ore 15.59 - Maduro "su una nave militare americana, sarà portato a New York"
Nel corso dell'intervista a Fox, Trump ha detto che Maduro e la moglie sono stati caricati su una nave militare americana - la Uss Iwo Jima - e saranno portati a New York, dove dovranno rispondere di accuse legate al narcotraffico. In precedenza la ministra della Giustizia Pam Bondi aveva specificato le accuse nei confronti di Maduro: "Associazione a delinquere finalizzata al narcoterrorismo, associazione a delinquere per l'importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi e associazione a delinquere per il possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi contro gli Stati Uniti".
Ore 15.37 - Trump: "Maduro ha cercato di negoziare"
Nicolas Maduro ha cercato di negoziare alla fine ma "ho detto no". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista a Fox, durante la quale ha paragonato la cattura di Maduro all'uccisione di Soleimani. Durante l'intervista, il presidente Usa ha anche detto che gli Usa saranno "fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela". Quanto alla futura leadership del Venezuela, ha dichiarato: "Vedremo se Machado potrà; loro hanno una vice presidente".
Ore 15.21 - Trump: "Feriti tra i soldati, ma non vittime". Cnn: "Maduro e la moglie prelevati dalla camera da letto"
Parlando con Fox News, Trump ha rivelato alcuni dettagli sull'operazione che ha portato alla cattura di Maduro e della moglie Cilia Flores. Il presidente - che ha raccontato di aver seguito l'operazione in tempo reale da Mar-a-Lago - ha detto che "ci sono stati alcuni feriti ma non vittime" fra i militari americani impegnati nell'operazione militare. Inoltre ha spiegato che l'intenzione iniziale era quella di agire quattro giorni fa, ma il cattivo tempo non lo ha permesso. Secondo Trump, la residenza in cui si trovava Maduro era una "fortezza". Il leader venezuelano e sua moglie Cilia Flores - riferisce invece Cnn - sono stati prelevati dalla loro camera da letto nel cuore della notte.
Ore 15.15 - Reuters: "La vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez in Russia"
Quattro fonti a conoscenza dei movimenti della vicepresidente venezuelana hanno riferito all'agenzia Reuters che la vicepresidente Rodriguez allo stato attuale si trova in Russia. Suo fratello Jorge - che è presidente dell'assemblea nazionale - si troverebbe invece a Caracas, sempre secondo le stesse fonti. La vicepresidente poche ore fa aveva chiesto agli Usa una "prova in vita" di Maduro e della moglie in un audio messaggio.
Ore 15.10 - Il Brasile: "Gli Stati Uniti hanno superato una linea inaccettabile"
Una dura condanna dell'azione degli Stati Uniti è arrivata dal Brasile. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha affermato che Washington ha superato "una linea inaccettabile": "Questi atti rappresentano un grave affronto alla sovranità del Venezuela e un altro precedente estremamente pericoloso per l'intera comunità internazionale", ha continuato in un post su X nel quale chiedeva una risposta "vigorosa" da parte delle Nazioni Unite.
Ore 15.03 - "Nuovi raid? Tutte le opzioni sono sul tavolo"
"Tutte le opzioni sono sul tavolo". Lo ha detto il senatore repubblicano Lindsey Graham, che ieri, poco prima dell'operazione militare in Venezuela, ha parlato con Donald Trump, a proposito della possibilità di nuovi raid . Secondo quanto raccontato da Graham al giornalista di Axios Barak Ravid, il presidente americano "è stato molto chiaro nel dire che crede che ci sia un califfato della droga nel nostro cortile che deve essere eliminato". "L'operazione era in fase di definizione da un paio di settimane", ha detto ancora il senatore, secondo cui "il processo di liberazione'' in Venezuela è iniziato ed "è nell'interesse dell'America che abbia successo: dobbiamo aiutare la gente a ricominciare".
Ore 14.34 - Cnn: “Trump ha informato i leader Congresso su Venezuela dopo l’operazione Usa”
L'amministrazione Trump ha iniziato a informare i leader del Congresso e le sue commissioni dell'operazione in Venezuela dopo che era stata eseguita. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, secondo le quali l'amministrazione ha giustificato l'azione in base all'articolo 2 della Costituzione che designa Trump come commander-in-chief.
Ore 14.00 - Lukashenko: “Per gli Usa il Venezuela sarà un secondo Vietnam”
Il presidente bielorusso, Aleksandr Lukashenko, "condanna fermamente l'atto di aggressione degli Stati Uniti contro il Venezuela". Lo ha dichiarato all'agenzia stampa bielorussa Belta la portavoce stampa del presidente, Natalya Eismont. "Il presidente della Bielorussia condanna con la massima forza l'atto di aggressione americano contro il Venezuela", ha dichiarato il portavoce. "Aleksandr Lukashenko ha parlato delle conseguenze in una recente intervista con giornalisti americani. In particolare, ha affermato che 'questo sara' un secondo Vietnam' e che gli americani non ne hanno bisogno", ha aggiunto.
Ore 13.23 - Media: Maduro in auto prima di essere catturato
Poco prima di essere catturato Nicolas Maduro era a bordo di un'auto e rispondeva alle domande dei giornalisti. Lo afferma l'ex del pentagono Brent Sadler su Fox sottolineando che non ci sarebbe stata stata quasi nessuna resistenza da parte dei venezuelani.
Ore 13.22 - Cia: “La cattura di Maduro autorizzata da Trump diversi giorni fa”
Il presidente americano Donald Trump ha dato il suo via libera alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro ''diversi giorni fa'' e la missione è stata portata a termine dalla Delta Force dell'esercito Usa. Lo afferma la Cnn citando fonti ben informate. La posizione di Maduro è stata individuata dalla Cia, autorizzata mesi fa da Trump a condurre operazioni all'interno del Venezuela. Non è chiaro dove Maduro si trovasse quando è stato catturato stamattina.
Ore 12.24 - Media, “poche ore prima dell'attacco Maduro ha incontrato una delegazione cinese”
Solo poche ore prima che le esplosioni scuotessero Caracas, il 2 gennaio il presidente Nicolas Maduro ha tenuto un incontro di tre ore con Qiu Xiaoqi, inviato speciale della Cina dal presidente Xi Jinping. Lo riporta Cnn in lingua spagnola. All'incontro al Palazzo Miraflores hanno partecipato anche l'ambasciatore cinese in Venezuela, Lan Hu, e Wang Hao, funzionario del Ministero degli Affari Esteri; per il Venezuela era presente anche la vicepresidente esecutiva del Paese, Delcy Rodríguez. Le discussioni si sono concentrate sul rafforzamento della cooperazione bilaterale, sulla revisione di oltre 600 accordi esistenti in materia di energia, commercio e infrastrutture e sulla riaffermazione di partenariati strategici nel contesto della pressione esercitata dagli Stati Uniti sul Venezuela. La presenza dell'inviato a Caracas durante gli eventi successivi non è stata confermata, sebbene la sua delegazione fosse ancora impegnata in colloqui ad alto livello.
Ore 12.22 - La cattura di Maduro 35 anni dopo l'arresto di Noriega
La cattura di Nicolas Maduro cade esattamente 35 anni dopo l'arresto a Panama di Manuel Noriega. Noriega infatti si era consegnato alle autorità americane il 3 gennaio 1990 dopo che l'allora presidente americano George H. W. Bush aveva ordinato l'invasione del paese nel 1989, costringendo Noriega a cercare riparo nell'ambasciata del Vaticano.
Ore 12.15 - Rubio: “Maduro non è presidente legittimo”
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha ripostato su 'X' un post di luglio in cui scriveva che Nicolas "Maduro non è il presidente del Venezuela e il suo regime non è il governo legittimo". Dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato la cattura di Maduro, Rubio ha ribadito che il leader venezuelano è "a capo del Cartel de Los Soles, un'organizzazione di narcotraffico che ha preso il controllo del Paese". Rubio ha ricordato che Maduro è "accusato di aver fatto entrare droga negli Stati Uniti".
Ore 11.34 - Meloni segue la situazione: la nota di palazzo Chigi
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue con attenzione la situazione in Venezuela, tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali.
Ore 11.28 - Nyt: “Nessun militare Usa caduto negli attacchi”
Nessun militare statunitense è morto nell'operazione che avrebbe portato alla cattura del presidente sudamericano, Nicolas Maduro. Lo hanno riferito al New York Times fonti ben informate, che non hanno però rilasciato commenti sul numero di vittime venezuelane.
Ore 11.27 - Vice segretario di stato Usa: per il Venezuela è una “nuova alba”
È una "nuova alba" per il Venezuela: "Il tiranno se n'è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini". Lo ha detto il vice segretario di stato americano Christopher Landau.
Ore 11.01 - Cbs News: “Maduro catturato da unità speciale d’élite Usa”
Secondo Cbs News, Maduro è stato catturato dalla Delta Force, l'unità speciale d'élite dell'esercito americano. La Delta Force, un'unità d'élite che fa capo all'esercito statunitense, è stata anche responsabile della missione del 2019 in cui è stato ucciso l'ex leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi.
Ore 11.00 - Trump al Nyt: “Operazione brillante ben pianificata”
L'operazione che avrebbe portato alla cattura del presidente venezuelano, Nicolas Maduro, "è stata davvero brillante" e ha richiesto "molta buona pianificazione, molte grandiose truppe e grandioso personale". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al New York Times.
Ore 10.36 - Tajani, “A Caracas presi di mira porti e aeroporti”
"Stiamo seguendo con attenzione gli attacchi a Caracas, sappiamo che sono state prese di mira alcune infrastrutture portuali e aeroportuali, la nostra ambasciata a Caracas è operativa, ci sono tantissimi italiani in Venezuela, Temiamo manifestazioni di piazza, quindi abbiamo dato indicazione di essere prudenti, pare che ci siano anche nelle carceri momenti di tensione". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani al Tg2.
Ore 10.15 - Trump: “Maduro preso con sua moglie e portato via dal Paese”
“Maduro preso con sua moglie e portato via dal Paese”, ha detto il presidente Usa Donald Trump che conferma “l’attacco su larga scala condotto con successo”.
Ore 10.00 - Mosca: “L’attacco contro il Venezuela viola il diritto internazionale”
"Il Venezuela non ha rappresentato alcuna minaccia per gli Stati Uniti, né militare, né umanitaria, né criminale, né legata alla droga (quest'ultima è confermata da un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite). Pertanto, l'attuale operazione militare, così come le azioni contro il Venezuela degli ultimi giorni e settimane, non hanno alcuna base sostanziale". Lo ha scritto il vicepresidente del Consiglio federale russo (la Camera alta del Parlamento) Konstantin Kosachev sul suo canale Telegram, riportato da Tass. "Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l'ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere", ha aggiunto Kosachev.
Ore 9.52 - Maduro autorizza “la lotta armata contro l’aggressione imperialista”
"Nicolas Maduro ha disposto che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento e nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legge organica sugli Stati di Eccezione e dalla legge sulla Sicurezza della nazione", si legge in una nota ufficiale del governo di Caracas. In tal senso, il presidente ha firmato e ordinato l'attuazione del decreto che dichiara lo stato di 'agitazione esterna' in tutto il territorio nazionale, e passare immediatamente alla lotta armata. L'intero Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista".
Ore 9.16 - Cbs News: “Trump ha ordinato gli attacchi”
Il presidente Trump ha dato il via libera alle forze armate statunitensi per condurre attacchi terrestri in Venezuela giorni prima che l'operazione avesse effettivamente luogo. E0 quanto sostengono due funzionari statunitensi che hanno parlato con CBS News in forma anonima per discutere questioni di sicurezza nazionale. I funzionari militari hanno discusso la possibilità di condurre la missione il giorno di Natale, ma gli attacchi aerei statunitensi in Nigeria contro obiettivi dell'Is hanno avuto la precedenza, secondo le fonti. I giorni successivi al Natale hanno aperto ulteriori possibilità di attacco ai funzionari militari statunitensi, ma l'operazione è stata sospesa a causa delle condizioni meteorologiche. I funzionari hanno affermato che l'esercito statunitense voleva condizioni meteorologiche favorevoli al successo della missione.
Ore 8.47 - Tajani: “Farnesina operativa per seguire la comunità italiana”
"Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l'evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è costantemente informata. L'Unità di crisi della Farnesina operativa". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Ore 8.30 - Colpite basi militari in Venezuela
Immagini di esplosioni e colonne di fumo che si levano da varie parti di Caracas circolano sui media internazionali e sui social, dopo le esplosioni che hanno svegliato poco dopo le due di notte locali la capitale del Venezuela. Secondo le testimonianze non verificate, i luoghi colpiti sono basi militari e in particolare la caserma più importante del paese, Fort Tiuna, a ovest della città, e la base aerea di La Carlota. Testimoni che vivono poco lontano da Fort Tiuna hanno riferito di violente esplosioni che hanno fatto tremare le finestre e del rumore del fuoco della contraerea. Alla stessa ora sono state segnalate esplosioni nella vicina città costiera di La Guaira, separata dalla capitale solo da una montagna che incornicia la valle di Caracas.




