La paella umanitaria è pronta. Da capire, di nuovo, quanto verrà lasciata in cambusa. Nella precedente crociera, quella verso Gaza, iflotilleros partiti da Barcellona e atterriti per la carestia – non la loro – non hanno sbarcato un chicco di riso né una scatoletta di tonno. Le pinne gialle, a furia di “soste tecniche” ai festival musicali delle Baleari, sono affogate di solitudine. La Global Sumud Flotilla annuncia che il 12 aprile ripartirà sempre da Barcellona: stessa meta, stessa spiaggia e stesso mare. La novità è che alle barche a vela si aggiungerà l’ammiraglia della Ong spagnola Open Arms, la stessa che col sostegno parlamentare di Pd, 5Stelle, Avs e cespugli rossi ha mandato a processo Salvini per sequestro di persona, calvario giudiziario a spese dei contribuenti (italiani) finito con l’assoluzione dell’allora ministro dell’Interno il quale ha ritardato lo sbarco dei presunti profughi imbarcati dalla nave.
La strategia pro-Pal è chiara: Open Arms è un rimorchiatore d’altura, lungo 37 metri, largo 10, ed è un “Search and Rescue vessel”, nave per la “ricerca e il soccorso”, status anch’esso “umanitario” su cui punteranno gli attivisti per rompere il blocco navale israeliano. E non è escluso che per guadagnare visibilità – si preannuncia un nuovo circo con collegamenti tivù e dirette sui social – navigando per il Mediterraneo centrale gli attivisti non prendano a bordo alcuni migranti raccolti dai gommoni che per nulla casualmente potrebbero trovarsi sulla rotta. Viceversa che “nave umanitaria” sarebbe quella che abbandona gli africani in fuga per fare da ariete ai pro-Pal?
Barbie Gaza indagata per incitazione all'odio
Ballava, Barbie Gaza. Tremava per la sorte dei palestinesi, «Stop al genocidio!», ma intanto cantava e si di...Open Arms, fondata da Òscar Camps, intanto dichiara che il loro «lavoro di soccorso in mare è stato riconosciuto a livello internazionale ed è regolato dal diritto marittimo e dal principio fondamentale di proteggere la vita umana in mare». Quindi la Ong (a cui potrebbero unirsene altre così da creare un “muro”) spiega cosa farà durante la missione, soprattutto «fornire supporto logistico» ed «esercitare una presenza civile internazionale che riduca il rischio di azioni illegali o sproAna Alcalde, porzionate». E ancora: «Rafforzare uno spazio sicuro per l’arrivo degli aiuti essenziali».
Per la cambusa c’è tempo, ma alcuni comandanti delle barchette – la verifica arriva dai loro profili social – sono già in tolda. Ci sarà “Barbie Gaza”, nome di battaglia di Ana Alcalde Callejas, autoribattezzatasi Hanan dopo aver conosciuto il marito marocchino Amin Abdelkaden e la conversione all’Islam nel 2002. La señora dell’Armada Invencible, la quale durante le prime due “soste tecniche” ballava in piazza a Minorca e Ibiza, tra le altre bestialità ha negato gli stupri del 7 ottobre; ha detto che una ragazza si è sentita brutta perché i tagliagole di Hamas non l’hanno neanche sfiorata; Barbie Gaza, che due anni fa ha affittato la villa di famiglia da 700mila euro e da allora salva il mondo («Non avevo abbastanza tempo per spiegare al mondo la causa palestinese»), ha minimizzato persino la strage islamista dello scorso 14 dicembre a Bondi Beach, Sydney – 15 morti e 40 feriti – dicendo “Barbie Gaza” che la mattanza forse era stata architettata dal Mossad.
Per queste bestialità, come ha scritto Libero il 18 febbraio, il tribunale di Granada ha avviato un’indagine preliminare per incitazione all’odio ed esaltazione del terrorismo. Da capire se entro il 12 aprile ci saranno sviluppi giudiziari, ma intanto Barbie Gaza ha rilanciato sui social la locandina della partenza. Con lei il brasiliano Thiago Ávila, il Che Guevara di Brasilia che a curriculum ha la partecipazione commossa al funerale di Hassan Nasrallah, leader di Hezobollah.
Durante il precedente zigzagare per il Mediterraneo (lui era sul veliero “Madleen”) Thiago è stato protagonista alla chitarra: nonostante il terrore per il destino dei gazawi ha trovato il tempo, e il ritmo, per incidere “Break the Siege” (“Rompi l’assedio”). Giovedì scorso Che Gue-Ávila ha organizzato la ciurme sudamericane in vista della partenza di aprile: i marinai si sono riuniti a Brasilia, Buenos Aires, Montevideo, Santiago, Caracas, La Paz, Havana, Lima, Quito. Ai flotilleros dovrebbe unirsi, di nuovo, pure Greta Thunberg. Venghino, signori venghino: il circo-galleggiante riapre il tendone...




