Le partite erano regolarmente intervallate da pubblicità filogovernative e spesso spostate in orari notturni improbabili, così da sovrapporsi ai programmi giornalistici più critici. Quando Mauricio Macri arrivò al potere avrebbe potuto limitarsi a utilizzare lo stesso strumento propagandistico; preferì invece eliminare quello che considerava un pesante salasso per le finanze pubbliche. Nel 2017 il programma fu chiuso semplicemente interrompendo i finanziamenti statali. Il ritorno dei kirchneristi al governo, nel 2022, portò a un tentativo di ripristino del sistema, ma le società detentrici dei diritti televisivi si opposero: si arrivò così soltanto alla trasmissione gratuita di due partite per giornata. Oggi il conflitto riemerge sotto un’altra forma. L’Agenzia delle Entrate argentina (Arca) ha aperto un’indagine sull’Afa, l’Asociación del Fútbol Argentino. In risposta, lega e club hanno deciso di sospendere tutte le gare della nona giornata del Torneo di Apertura, previste tra il 5 e l’8 marzo, in coincidenza con la convocazione del presidente Claudio Tapia davanti alla magistratura.
Tapia, dopo una breve carriera nelle serie minori, ha costruito la propria influenza soprattutto come dirigente del potente sindacato dei camionisti. Divenuto presidente di club nel 2001, vicepresidente dell’Afa nel 2015 e presidente nel 2017, è legato a una delle principali dinastie sindacali del Paese: suo suocero è Hugo Moyano, storico leader dei camionisti e presidente dell’Independiente, mentre il figlio Iván è calciatore professionista. L’inchiesta riguarda una presunta frode fiscale e si aggiunge a un procedimento già aperto per sospetto riciclaggio di denaro. Sullo sfondo si consuma lo scontro politico tra l’Afa e Milei, deciso a trasformare i club — tradizionalmente associazioni di socios, cioè tifosi-proprietari — in società sportive di capitali aperte agli investimenti stranieri. Secondo Arca, l’Afa avrebbe trattenuto illegalmente contributi previdenziali di giocatori e dipendenti senza versarli al fisco tra marzo 2024 e settembre 2025, per un importo di circa 19 miliardi di pesos (11,7 milioni di euro). L’associazione respinge le accuse, sostenendo di non avere alcun debito fiscale pendente.
RICICLAGGIO
La nona giornata di campionato avrebbe dovuto iniziare proprio nel giorno della comparizione di Tapia in tribunale. Al dirigente era stato inizialmente vietato di lasciare il Paese, ma il divieto è stato successivamente revocato: potrà quindi viaggiare all’estero, dietro cauzione, e partecipare alla Finalissima del 27 marzo in Qatar tra Argentina e Spagna, rispettivamente campioni del mondo ed europei in carica. Parallelamente prosegue anche l’indagine per presunto riciclaggio, che a dicembre ha portato a perquisizioni presso la sede dell’Afa e diversi club di prima divisione, tra cui Racing, Independiente e San Lorenzo. L’associazione denuncia una “campagna diffamatoria” e accusa l’imprenditore autore dell’esposto — escluso dall’organizzazione delle amichevoli della nazionale — di godere dell’appoggio del governo nazionale, in particolare del ministro della Giustizia Mariano Cúneo Libarona. Considerato da molti nel calcio argentino uno degli artefici del Mondiale vinto nel 2022, Tapia resta fermamente contrario alla trasformazione dei club in società a responsabilità limitata, modello sostenuto da Milei. Silvana Giudici, deputata del partito di governo, ha negato l’esistenza di una persecuzione politica, auspicando che «le società comprendano la situazione e non vengano tenute in ostaggio dall’Afa».




