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Vladimir Putin "può utilizzare l'atomica": le intercettazioni e l'allarme Nato

domenica 15 marzo 2026
Vladimir Putin "può utilizzare l'atomica": le intercettazioni e l'allarme Nato

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Il timore serpeggia in Europa: Vladimir Putin, sfruttando il caos in Medio Oriente, potrebbe davvero utilizzare la bomba atomica contro l'Ucraina? Nelle cancellerie europee e negli ambienti Nato torna a circolare l'ipotesi che, allo stato, resta confinata alle analisi dei servizi: la possibilità che Mosca, di fronte a una guerra senza svolta e a un contesto internazionale sempre più instabile, valuti il ricorso a ordigni nucleari tattici. Non ci sarebbero elementi concreti su una decisione già presa, ma il livello d'allerta sarebbe risalito anche alla luce dell'intreccio tra il fronte ucraino e la crisi con l'Iran.

Secondo diversi resoconti di cui dà conto Repubblica, al Cremlino sarebbe ripartito il pressing sul presidente russo. Sul tavolo pesano due fattori. Da un lato, l'avanzata dell'esercito di Mosca in Ucraina si sarebbe arrestata, con difficoltà crescenti e arretramenti registrati in alcune aree. Dall'altro, l'intervento americano contro Teheran offrirebbe alla Russia una nuova cornice politica per giustificare un salto di livello nel conflitto: se gli Stati Uniti possono colpire per tentare di piegare il regime iraniano, il ragionamento attribuito ad ambienti russi è che anche Mosca potrebbe spingersi oltre contro il governo di Volodymyr Zelensky.

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Finora Putin avrebbe respinto le pressioni della nomenklatura, preoccupata dalla prospettiva di una "non vittoria". Un precedente, in questo quadro, resta l'autunno del 2022. Nell'ottobre di quell'anno, mentre un corpo d'armata russo rischiava di restare intrappolato nell'area di Kherson con il Dnipro alle spalle, l'intelligence americana intercettò comunicazioni nelle quali i vertici militari russi prendevano in considerazione l'uso di armi nucleari tattiche. In quei messaggi non sarebbero emerse indicazioni di natura politica, ma la Casa Bianca fece arrivare comunque un avvertimento netto: in caso di attacco nucleare, la risposta sarebbe stata devastante sul piano convenzionale. A quel segnale si accompagnò anche una pressione su Kiev perché non ostacolasse la ritirata russa da Kherson.

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Un altro passaggio viene indicato nella primavera del 2024, quando la Russia organizzò esercitazioni nucleari vicino al confine ucraino, interpretate come un messaggio sulla disponibilità di questa opzione. Ora, secondo le stesse valutazioni, lo scenario sarebbe mutato ancora. L'impegno militare americano in Iran avrebbe ridotto parte delle capacità convenzionali immediatamente disponibili, compresi i Tomahawk impiegati nell'area, mentre una quota importante delle forze Usa sarebbe concentrata nel Golfo. Sul terreno, intanto, Mosca continuerebbe a denunciare problemi nella catena di comando e nelle trasmissioni satellitari delle unità schierate in Ucraina. Kiev ne avrebbe approfittato per lanciare contrattacchi localizzati, soprattutto nella regione di Zaporizhzhia. Un quadro che alimenta indiscrezioni, timori e massima attenzione attorno alla minaccia nucleare russa.

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