Gli Stati Uniti sono impegnati in colloqui per porre fine alla guerra «con l'uomo che, a mio avviso, è il più rispettato e il leader» dell’Iran, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ma quest’uomo, ha aggiunto, non è certo la Guida Suprema della Repubblica Islamica Mojtaba Khamenei. Se non altro perché «è irreperibile, nessuno sa cosa gli sia successo. Posso dire che non l'hanno visto neanche lì», ha detto riferendosi all’Iran. «Ma in ogni caso, non lo considero più il vero leader». Che fine ha fatto dunque Mojtaba Khamenei? Le ultime notizie più o meno certe sui suoi movimenti riguardano proprio il giorno in cui è iniziata la guerra, il 28 febbraio: il figlio del successore di Khomeini si trovava con il padre e gran parte della sua famiglia, oltre a vari leader politici e militari iraniani, nel compound nel centro di Teheran mandato in frantumi dagli attacchi israeliani e americani. Mojtaba ne sarebbe uscito vivo, secondo quanto riportato dagli stessi media iraniani, ma non è chiaro in quali condizioni. Inizialmente si era detto che era stato particolarmente fortunato e che aveva riportato solo lievi ferite al volto, forse anche una frattura alla gamba e che fosse accudito al sicuro in un bunker attrezzato.
Dopo un periodo di relativo silenzio sulla sua sorte è arrivato l’8 marzo l’annuncio della sua elezione a Guida Suprema da parte dell’Assemblea degli Esperti, anch’essa bombardata ma nel momento in cui al suo interno erano rimasti solo gli scrutatori. Successivamente alla sua nomina erano arrivate anche voci di un prossimo discorso televisivo che tuttavia non c’è stato. Un discorso è stato effettivamente riportato dalla tv di Stato solo il 12 marzo, ma è stata una speaker a farsene carico, leggendo un testo riferito a Mojtaba piuttosto didascalico e scontato. L’episodio ha dato adito alle più varie interpretazioni. In un briefing alla stampa tenuto il giorno successivo il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto che Khamenei «è ferito e probabilmente sfigurato», in uno stato di salute abbastanza compromesso da non essere nemmeno stato in grado di registrare un audio.
Iran, la guerra nel Golfo in diretta. "Scommesse sospette sulla tregua": soldi, chi sta speculando
Donald Trump ventila la possibilità della fine delle ostilità in Iran ma Israele frena. E intanto si conti...Citando fonti iraniane alcune testate hanno avanzato l’iti hMtbbbi fegato, e che si trovi in stato di coma, ricoverato all'ospedale universitario Sina di Teheran sotto la supervisione di un’équipe che comprende il ministro iraniano della Sanità, Mohammad Reza Zafarghandi, e il chirurgo Mohammad Marashi. Citando una «fonte iraniana di alto livello» il 15 marzo il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida ha invece riportato che «Mojtaba è stato trasferito segretamente a Mosca per un intervento chirurgico» agidhl’itt all'interno del complesso presidenziale di Mosca». Al-Jarida e altri media arabi hanno rivelato che lo stesso Putin avrebbe telefonato al presidente iraniano Masoud Pezeshkian il 12 per proporgli direttamente il ricovero nella capitale russa e quella stessa sera Mojtaba sarebbe stato trasferito a bordo di un aereo militare inviato dal Cremlino.
Secondo varie fonti Mojtaba non sarebbe l’unico iraniano a essersi trasferito in Russia, con lui avrebbero volato altre personalità iraniane di spicco, in particolare alcuni membri dei servizi segreti. Altre voci sostengono invece che Mojtaba sia semplicemente morto, lo stesso giorno del bombardamento o più tardi come sua madre in seguito alle ferite riportate. E che i Guardiani della rivoluzione lo fanno credere ancora in vita per utilizzarlo a loro piacimento. Una sorta di Guida Suprema da “weekend con il morto” che tuttavia non convince tutti. «Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi tutta questa briga per scegliere un morto come guida suprema», ha detto un funzionario americano ad Axios, «ma allo stesso tempo non abbiamo prove che abbia assunto il comando».
Un audio con la sua voce è saltato fuori venerdì scorso, il giorno del capodanno iraniano, ma secondo gli esperti potrebbe trattarsi di un falso. Ci sono anche delle foto pubblicate lo stesso giorno sull’account Telegram della Guida Suprema, ma anche in questo caso l’intelligence americana e quella israeliana dubitano siano recenti. Come ha detto Trump nemmeno al suo Paese sanno che fine abbia fatto, i servizi segreti segnalano che in questi giorni alcuni funzionari iraniani avrebbero tentato di organizzare incontri di persona con lui ma non hanno ricevuto risposta.




