Libero logo

Iran, la giornata di guerra. Netanyahu chiama Trump, "in ogni circostanza": doccia gelata

lunedì 23 marzo 2026
Iran, la giornata di guerra. Netanyahu chiama Trump, "in ogni circostanza": doccia gelata

9' di lettura

Prosegue la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Gerusalemme ha avviato una campagna su larga scala sul paese degli ayatollah. Gli Stati Uniti hanno dato tempo fino alle 24 di oggi a Teheran per sbloccare lo stretto di Hormuz. Ma al momento dall'Iran non arrivano segnali. Si va verso uno scontro ancora più duro. Di seguito la cronaca della giornata: 

Netanyahu sente Trump: "Tuteleremo i nostri interessi"
"Il presidente Trump ritiene che ci sia l'opportunità di sfruttare gli straordinari successi che abbiamo raggiunto insieme alle forze armate statunitensi per realizzare gli obiettivi della guerra attraverso un accordo, un accordo che tuteli i nostri interessi vitali". Lo afferma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha parlato "con il nostro amico, il presidente Trump", riferisce il suo ufficio. Netanyahu aggiunge: "Continuiamo a colpire sia l'Iran che il Libano. Stiamo distruggendo il programma missilistico e il programma nucleare e continuiamo a infliggere duri colpi a Hezbollah. Solo pochi giorni fa abbiamo eliminato altri due scienziati nucleari e siamo ancora attivi". "Tuteleremo i nostri interessi vitali in ogni circostanza", conclude Netanyahu.

L'oleodotto egiziano di Sumed possibile alternativa allo Stretto di Hormuz
L'oleodotto Sumed, che attraversa l'Egitto da Ain Sokhna, sul Golfo di Suez, a Sidi Kerir, sul Mar Mediterraneo, potrebbe rappresentare una valida alternativa per il trasporto di greggio, nel caso dovesse perdurare il blocco sullo stretto di Hormuz. L'ipotesi, avanzata giorni fa in un articolo da Bloomberg Al Sharq, è stata rilanciata oggi dal Consiglio dei ministri egiziano sui suoi social e mezzi di comunicazione. "L'oleodotto Sumed, della capacità di circa 2,5 milioni di barili al giorno, rappresenta una delle principali rotte alternative per l'esportazione di petrolio dal Golfo Persico, qualora il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz dovesse subire interruzioni", afferma l'articolo citato dal governo. Questo oleodotto viene normalmente utilizzato per trasportare petrolio greggio fino al Mar Rosso, da dove viene pompato nel Mediterraneo per la spedizione in Europa, aggirando in alcuni casi il Canale di Suez. In caso di interruzione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, l'oleodotto potrebbe diventare un ulteriore anello di una più ampia catena logistica. Raggiungendo il Mar Rosso tramite l'oleodotto saudita Est-Ovest o altre rotte marittime, il Sumed potrebbe quindi diventare un vettore per l'approvvigionamento di petrolio nel Mediterraneo. 

"Gli Usa hanno chiesto un incontro con Ghalibaf per sabato"
Un alto funzionario iraniano ha affermato che gli Stati Uniti hanno richiesto un incontro per sabato con il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf. Lo riporta l'agenzia Reuters sul proprio sito. Teheran non ha ancora risposto e il Consiglio Supremo per la Sicurezza
Nazionale non ha ancora esaminato la questione, ha aggiunto il funzionario.

Trump: "Distrutto il regime, l'Iran non ci minaccia più"
"Abbiamo distrutto il regime iraniano, non ci minaccia più". Lo ha detto Donald Trump a Memphis ribadendo che gli Stati Uniti "hanno ucciso tutti i
leader dell'Iran".

Fonte Israele, gli Usa hanno fissato la fine della guerra il 9 aprile
A seguito delle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, una fonte israeliana ha affermato che gli americani hanno indicato il 9 aprile come data per la fine della guerra, lasciando poco più di due settimane per il conflitto e i negoziati. Lo riporta Ynet. Secondo la stessa fonte, sembra che i colloqui tra Iran e Stati Uniti si terranno questa settimana in Pakistan. "Gli americani non hanno aggiornato Israele sui colloqui con Khalibaf. Porre fine alla guerra il 9 aprile permetterà a Trump di arrivare in Israele per il Giorno dell'Indipendenza e ricevere il Premio Israele", ha dichiarato la fonte.

Teheran valuta "nuovo regime legale" nello Stretto di Hormuz 
L'Iran valuta l'introduzione di un nuovo "regime legale" nello Stretto di Hormuz, snodo strategico tra Golfo Persico e Oceano Indiano da cui transita circa il 20 per cento del commercio globale di petrolio e gas. Lo riferisce una fonte dei servizi di sicurezza iraniani citata dall'agenzia russa Ria Novosti. "La situazione nello Stretto di Hormuz evolverà con l'istituzione di un nuovo regime legale", afferma la fonte, senza fornire dettagli sulle modalità o sui contenuti della proposta. L'iniziativa si inserisce nel contesto dello scontro in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele e arriva dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una pausa di cinque giorni negli attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, motivata da "colloqui molto positivi e produttivi" tra le parti. Teheran continua però a negare qualsiasi negoziato. La stessa fonte definisce le dichiarazioni di Trump "propaganda" e ribadisce che l'Iran proseguirà le operazioni militari finché non otterrà "riparazioni e garanzie di non ripetizione dell'aggressione".

Media, per Israele gli Usa stanno dialogando con Ghalibaf
Sarebbe il presidente del Parlamento, Mohammed Bagher Ghalibaf, l'esponente del governo iraniano "rispettato" con il quale, secondo Israele, gli Stati Uniti stanno portando avanti un dialogo per mettere fine alla guerra. Lo riferisce Ynet, secondo cui non è chiaro se gli americani abbiano effettivamente contatti diretti con Ghalibaf.

Trump: "Mojtaba Khamenei mai visto, non lo considero il leader"
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di non considerare Mojtaba Khamenei il leader iraniano. "Non è reperibile; nessuno sa cosa gli sia successo. Non l'hanno mai visto, c'è qualcosa che non torna - ha detto Trump parlando ai giornalisti - Non lo considero il leader". 

Trump, lo Stretto di Hormuz riaprirà, forse controllato in modo congiunto
Lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto "se questo accordo funziona". Lo ha detto Donald Trump riferendosi a un possibile accordo con l'Iran. "C'è una vera possibilità di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla", ha aggiunto il presidente aprendo alla possibilità che lo Hormuz sia controllato in modo congiunto, "forse da me" e da chiunque sia l'ayatollah. ​C'è automaticamente un cambio di regime, ma abbiamo a che fare con alcune persone che trovo molto ragionevoli, molto solide", ha aggiunto. "Sono molto rispettate - ha continuato - forse una di loro sarà esattamente ciò che stiamo cercando".

Trump: raggiunto un accordo su punti principali con l'Iran
"Abbiamo raggiunto un accordo sui punti principali con l'Iran. Sta andando tutto molto bene". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis. In particolare, ha detto che l'Iran ha accettato di non avere l'arma nucleare. Inoltre, ha precisato che è stato trovato l'accordo con Teheran su 15 punti, tra i quali appunto l'arma atomica.

Israele verso stop ai raid su infrastrutture energetiche iraniane dopo mossa Usa 
Israele potrebbe allinearsi agli Stati Uniti nella sospensione temporanea degli attacchi contro infrastrutture energetiche iraniane, dopo l'annuncio di Washington di una pausa di cinque giorni nei raid su centrali elettriche e siti energetici. Lo riferisce una fonte informata sui piani militari israeliani al Times of Israel, secondo cui gli Stati Uniti hanno tenuto Tel Aviv aggiornata sui contatti in corso con Teheran e sulla possibile evoluzione del quadro negoziale. Israele non ha finora minacciato esplicitamente attacchi contro il settore energetico iraniano, ma il ministro della Difesa Israel Katz aveva avvertito che colpire "le infrastrutture su cui il regime fa affidamento" avrebbe comportato un'escalation significativa del conflitto. L'eventuale sospensione degli attacchi su questo tipo di obiettivi rappresenterebbe un primo segnale di de-escalation, limitato però a un ambito specifico del confronto militare.

Wall Street: future in rialzo (S&P +1,5%) e petrolio Wti in calo (-6%) dopo parole Trump
I future sono in deciso rialzo a Wall Street, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che Stati Uniti e Iran hanno avuto dei colloqui positivi e che, per questo, ha deciso di sospendere gli attacchi contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane, infondendo negli investitori la speranza che il conflitto in Medio Oriente, che ha fatto impennare i prezzi del petrolio e alimentato i timori di una recessione globale, possa essere vicino alla fine. Prima delle dichiarazioni di Trump, i future indicavano ulteriori perdite per i mercati azionari. I prezzi del petrolio sono crollati dopo il post di Trump, con i future del West Texas Intermediate in calo di oltre il 6% a circa 91 dollari al barile. Sull'azionario, le azioni delle compagnie aeree sono in netto rialzo, grazie alla sospensione degli attacchi: Delta Air Lines, United Airlines e Southwest Airlines balzano di oltre il 4,5%. In rialzo di oltre il 5% le compagnie di crociere Carnival e Royal Caribbean Cruises. I titoli energetici sono scesi, invece, insieme ai prezzi del petrolio: Occidental Petroleum Corporation perde oltre il 2,5%, Eog Resources oltre l'1,5% e Chevron l'1%. In questo momento, i future sul Dow Jones guadagnano 713 punti (+1,55%), quelli sullo S&P 500 salgono di 97,75 punti (+1,49%), quelli sul Nasdaq aggiungono 371,50 punti (+1,54%).

Trump: "Conversazioni positive con l'Iran per fermare la guerra. Per cinque giorni niente attacchi a infrastrutture energetiche"
"Negli ultimi due giorni, gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto conversazioni molto positive e produttive riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente. Ho dato istruzioni di rinviare di cinque giorni qualsiasi raid contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche", lo ha scritto Trump sui social. "Sulla base del tenore e del tono di questi colloqui approfonditi, dettagliati e costruttivi, che continueranno per tutta la settimana" con Teheran, ha detto Trump, ho preso questa decisione "a condizione che gli incontri e le discussioni in corso abbiano esito positivo", ha aggiunto su Truth.

Washington Post: “Khamenei ferito e isolato, non risponde ai messaggi”
La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è "ferita, isolata e non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi". Lo scrive il Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull'Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato proclamato nuova guida suprema in seguito all'assassinio del padre.

Israele a Sanchez: “Regime iraniano ti ringrazia stampando le tue parole su missili”
"Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le tue parole sono su questi missili?". E' il messaggio postato dal ministero degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di Israele e Stati Uniti all'Iran. "Tieni presente - ha aggiunto Tel Aviv - che l'Europa, Spagna compresa, è nel raggio d'azione di questi missili".

Pizzaballa: “Cancellata processione delle Palme a Gerusalemme”
"La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell'ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignità. Questa è una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto". Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma - dopo notizie trapelate nei giorni scorso - che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. "Al suo posto, si terrà un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo che verrà comunicato in seguito", afferma Pizzaballa che annuncia che "la Messa Crismale è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permetterà, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso l'autorizzazione necessaria".

Consiglio Difesa iraniano: “Se invasi mineremo il Golfo"
Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia invaso. Lo riporta l'Associated Press.

CentCom: “L'Iran prende di mira i civili per disperazione”
Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l'Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione "per disperazione", a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un'intervista a Iran International, il media d'opposizione basato a Londra. "Stanno agendo in preda alla disperazione... Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte", ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che "all'inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta". L'amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell'Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell'86%.

Hezbollah: “Abbiamo molte sorprese, soprattutto droni”
Hezbollah ha minacciato di colpire duramente Israele, in particolare con droni. "Abbiamo delle sorprese in serbo, specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per una lunga guerra contro gli occupanti sionisti", ha dichiarato Wafiq Safa, membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana. "Dopo la guerra costringeremo il governo a revocare la sua decisione di vietare le attività militari di Hezbollah e non importa come lo faremo".

Due missili balistici lanciati contro Riad
Due missili balistici sono stati lanciati verso Riad. Lo rende noto il ministero della Difesa saudita, sottolineando che uno dei due missili è stato intercettato, mentre l'altro è caduto in una zona disabitata.