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Iran, l'ora dell'Apocalisse: scudi umani e distruzione totale? Tam tam da Washington

martedì 7 aprile 2026
Iran, l'ora dell'Apocalisse: scudi umani e distruzione totale? Tam tam da Washington

4' di lettura

Le catene umane attorno alle centrali termoelettriche sono le immagini più impressionanti provenienti da un Iran che attende a ore l'attacco finale di Donald Trump. Veri e propri scudi umani schierati dal regime di Teheran in risposta alla minaccia della Casa Bianca di bombardare le infrastrutture pubbliche se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto. L'ultimatum americano scadrà alle 2 della notte ore italiane, ma occhio alle sorprese.

Il presidente americano ha confermato la tempistica dell'ultimatum dato all'Iran, ma ha anche segnalato un suo potenziale posticipo. Durante un'intervista telefonica con Bret Baier di Fox News, che gli ha chiesto di fornire le probabilità di un accordo negoziato tra Washington e Teheran entro questa notte, Trump non ha voluto fornire alcuna percentuale, ma ha detto che le "8 di sera" restano in vigore come scadenza, secondo l'orario nella capitale Usa. Raccontando la conversazione con Trump, il giornalista ha spiegato che il leader Usa ha detto: "Se arriviamo a quel punto, ci sarà un attacco come non ne hanno mai visti". Il giornalista ha aggiunto che Trump "ha detto che se i negoziati avanzano oggi e c'è qualcosa di concreto, questo potrebbe cambiare". Stando a Baier, Trump non ha voluto fare previsioni "ma ha detto che si sta procedendo con i piani che abbiamo. È una cosa grossa". 

I timori di Israele- Israele, alleato di ferro di Trump, si prepara a diversi possibili scenari: tra l'ipotesi di un cessate il fuoco o di un accordo temporaneo e quella di un'ulteriore espansione degli attacchi oltre quelli già condotti in tandem. Lo riporta l'emittente israeliana Channel 12, citando fonti governative. Secondo funzionari di alto livello, le prossime ore saranno "drammatiche", anche per il timore che Washington e Teheran possano raggiungere un'intesa dell'ultimo minuto che non affronti pienamente questioni chiave - in particolare il programma nucleare iraniano - e che non tuteli tutti gli interessi israeliani. Allo stesso tempo, le stesse fonti sottolineano che, se la scadenza fissata da Trump dovesse passare senza un accordo, potrebbe aprirsi una "straordinaria finestra di opportunità" per colpire infrastrutture energetiche, elettriche e altri siti strategici iraniani finora non presi di mira. Secondo l'emittente, Israele e Stati Uniti avrebbero già coordinato una divisione degli obiettivi. 

"Un'intera civiltà morirà stanotte" - L'ambasciatore dell'Iran all'Onu ha aspramente criticato le minacce di Trump contro il suo Paese, in particolare quella su "un'intera civiltà che morirà" e un Paese destinato a "tornare all'età della pietra". "Trump ha fatto nuovamente ricorso a un linguaggio che non è solo profondamente irresponsabile, ma anche profondamente allarmante", ha sottolineato durante la seduta del Consiglio di Sicurezza Amir Saeid Iravani, aggiungendo che i commenti del tycoon rivelano "apertamente la sua intenzione di commettere crimini di guerra e crimini contro l'umanità". Anche il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, si è detto "profondamente turbato dalle dichiarazioni che suggeriscono che intere popolazioni civili o civiltà possano essere chiamate a subire le conseguenze di decisioni politiche e militari. Non esiste alcun obiettivo militare che giustifichi la distruzione indiscriminata delle infrastrutture di una società o l'inflizione deliberata di sofferenze alle popolazioni civili".

"Khamenei in stato di incoscienza" - "Un'intera civiltà morirà stanotte, non vorrei ma è probabile", sono state nel dettaglio le parole del commander in chief americano con un post su Truth dai toni apocalittici, per dare un ultimo avviso agli ayatollah. Le bombe di Israele e Stati Uniti sono tornate a cadere sull'isola di Kharg e sulla città di Qoms, dove si starebbe curando un Mojtaba Khamenei ormai "in stato di incoscienza" secondo l'intelligence di Tel Aviv. La Casa Bianca ha negato di considerare l'opzione arma atomica, ma gli ultimi segnali rischiano comunque di destabilizzare ulteriormente l'economia globale, se si guarda anche al proclama dei Pasdaran: "la moderazione è finita" e se gli americani e i loro alleati "superano le linee rosse vi colpiremo privandovi per anni del petrolio e del gas della regione".

Gli obiettivi nel mirino - "Possiamo distruggere l'Iran in una notte", aveva minacciato Trump dopo aver dato tempo alla teocrazia per riaprire lo Stretto di Hormuz entro le 2 italiane di mercoledì. Nel frattempo i caccia americani e dell'Idf si sono alzati in volo per colpire target specifici in territorio iraniano. Le autorità locali hanno segnalato raid su un'importante autostrada che collega la città di Tabriz a Teheran e che è stata chiusa. Ancora, attacchi alle linee ferroviarie, con tutti i treni da e per Mashhad, seconda città del Paese, cancellati per precauzione dopo un avvertimento israeliano che esortava i civili a non viaggiare su rotaie. Nel mirino sono finiti due ponti, a Kashan e vicino alla città santa di Qoms. Le bombe hanno investito Kharg per la seconda volta dall'inizio della guerra, che avrebbero colpito solo obiettivi militari e non la logistica dell'export del petrolio.