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Il linguaggio di Trump e il bon ton jihadista

Donald criticato perché "barbaro e antidiplomatico". Ah, ma come parlano bene gli iraniani...
di Maurizio Stefaninivenerdì 10 aprile 2026
Il linguaggio di Trump e il bon ton jihadista

3' di lettura

«Un’intera civiltà morirà stanotte, non vorrei ma è probabile». «Aprite Hormuz, bastardi. Un accordo o devasto tutto». Il linguaggio di Donald Trump è stato criticato come barbaro e antidiplomatico, come se il regime iraniano si fosse distinto per il bon ton e la retorica politicamente corretta. In realtà, a Teheran usano parole ben peggiori verso Israele, anzi la «entità sionista», fino da quando nel 1989 l'ayatollah Ruhollah Khomeini prese il potere. Lo stesso Khomeini definiva lo Stato ebraico «tumore canceroso» e un «regime occupante» da far scomparire.

«Israele deve essere cancellato dalla carta geografica» disse nel 2005 l'allora presidente Mahmoud Ahmadinejad. «Israele è alla fine e verrà presto elimi«U nato dalle carte geografiche», ribadì Ahmadinejad nel 2008. Sempre Ahmadinejad arrivò a mettere in dubbio la Shoah. «Alcuni Paesi europei insistono nell'affermare che durante la Seconda Guerra Mondiale Hitler bruciò milioni di ebrei e li rinchiuse nei campi di concentramento.

Qualsiasi storico, commentatore o scienziato che dubiti di ciò viene incarcerato o condannato. Sebbene non accettiamo questa affermazione, se supponiamo che sia vera... Se gli europei fossero onesti, dovrebbero cedere alcune delle loro province in Europa – come in Germania, Austria o altri Paesi – ai sionisti, e i sionisti potrebbero stabilire il loro Stato in Europa. Voi offrite una parte d'Europa e noi la sosterremo». Secondo lui, «la maggior parte degli ebrei in Israele non ha radici in Palestina, ma tiene in mano il destino della Palestina e si permette di uccidere il popolo palestinese». L'11 dicembre 2006 arrivò a ospitare a Teheran una Conferenza internazionale per la revisione della visione globale dell'Olocausto, in pratica un raduno di negazionisti, ai quali disse: «grazie alla volontà del popolo e alla volontà di Dio, la tendenza all'esistenza del regime sionista è in declino, ed è ciò che Dio ha promesso e ciò che tutte le nazioni desiderano. Il regime sionista sarà presto spazzato via, nello stesso modo in cui fu spazzata via l’Unione Sovietica, e l’umanità raggiungerà la libertà». «Entro 25 anni non resterà nulla di Israele»: a fare la profezia fu nel 2015 la Guida Suprema Ali Khameni; non fu però in grado però di prevedere che entro 11 ani non sarebbe rimasto nulla di lui stesso, a parte un cadavere presumibilmente calcinato tra le macerie E nel 2021 era stato lo stesso Parlamento iraniano ad approvare un disegno di legge per «distruggere/eliminare Israele entro il 2041». Si tratta peraltro della posizione di Hamas, che assieme a Hezbollah e più di recente agli Huthi è uno degli alleati che il regime di Teheran utilizza per mettere questi programmi in pratica.

«Israele sarà stabilito, e rimarrà in esistenza finché l’islam non lo ponga nel nulla, così come ha posto nel nulla altri che furono prima di lui» è già scritto nel Preambolo. «Quando i nemici usurpano un pezzo di terra musulmana, il jihad diventa un obbligo individuale per ogni musulmano. Di fronte all’usurpazione della Palestina da parte degli ebrei, dobbiamo innalzare la bandiera del jihad», è nell’articolo 15. «Israele, in quanto Stato ebraico, e i suoi ebrei sfidano l’islam e tutti i musulmani», è l’articolo 18. L'articolo 31 aggiunge peraltro che «all’ombra dell’islam, è possibile ai seguaci delle tre religioni – islam, cristianesimo ed ebraismo – coesistere in pace e sicurezza. Anzi, pace e sicurezza sono possibili solo all’ombra dell’islam, e la storia antica e quella recente sono le migliori testimoni di questa verità».
Insomma, ce n'è anche per i cristiani.

Una cosa che viene spesso ripetuta è che queste posizioni distinguerebbero tra israeliani (i «sionisti») ed ebrei. Falso pure questo: a smentirlo basta ricordare i due attentati montati da Servizi iraniani e Hezbollah a Buenos Aires, che nel 1992 e nel 1994, che fecero un totale di 115 morti e più di 500 feriti fra la comunità ebrea argentina. Ma è Trump il barbaro...