Buongiorno, sono il padre di un soldato disperso negli assalti suicidi del 102° reggimento». Si presenta così Anorin Aleksandr Igorevich, padre di un militare russo che non ha più fatto ritorno dal fronte. La sua denuncia è contenuta in un videomessaggio diffuso sul canale Telegram «Ne Zhdy Khoroshie Novo« sti» e diventato virale in Russia. Nella testimonianza il genitore descrive uno «schema criminale consolidato e molto redditizio» che avrebbe trasformato la guerra in Ucraina in un enorme affare. Una denuncia che offre anche una possibile risposta a una domanda che accompagna il conflitto da anni: perché l’esercito russo, nonostante le enormi e insensate perdite, non si ribella? Per il padre del soldato disperso, all’interno delle forze armate si sarebbe consolidato un sistema fondato su corruzione, estorsioni e continuo ricambio di uomini da mandare al massacro in prima linea. «L’interesse degli ufficiali, a partire dal livello del comandante di battaglione, è che i soldati continuino a morire: al loro posto arriveranno altri uomini e altri soldi da estorcere». Anorin sostiene che molte reclute vengano private dei premi di arruolamento attraverso pressioni e richieste di denaro. Chi non paga, racconta, rischia di essere rapidamente destinato a missioni senza ritorno. «I parenti dei morti e dei dispersi capiscono benissimo di cosa sto parlando», insiste l’uomo. I numeri, secondo il genitore, sono impressionanti: «Nel 102° reggimento, tra aprile dell’anno scorso e maggio di quest’anno, sono morti o dispersi 8.000 assaltatori, senza alcun avanzamento significativo sul terreno». In pratica, un reggimento composto da circa mille uomini sarebbe stato ricostituito e distrutto ben otto volte nel giro di pochi mesi.
Le perdite subite da alcuni reparti assumerebbero così un significato preciso. «Ammettendo che siano riusciti a estorcere un milione di rubli anche solo a 1.000 di questi 8.000 soldati, è già un miliardo di rubli (quasi 12 milioni di euro, ndr)». Secondo Anorin, oggi sarebbero centinaia i reggimenti e le brigate interessate da questo fenomeno. «Fatevi due calcoli e capirete il giro di soldi che c’è dietro. Tanti da comprare lo Stato maggiore dell’esercito e l’amministrazione presidenziale».
Più la guerra continua, afferma, più questo meccanismo produce vantaggi per chi lo gestisce. «Tanto loro restano al sicuro nei bunker, a guardare gli schermi, mentre i soldati muoiono». Il videomessaggio si chiude con accuse durissime al Cremlino. «Putin e il suo partito personale, Russia Unita, hanno disonorato il Paese e l’esercito. Il cretinismo strategico, la viltà e l’incapacità di guidare il Paese in un momento critico hanno portato la Russia sull’orlo della catastrofe». Dietro la retorica patriottica e gli slogan ufficiali emerge così il racconto di una guerra che continua a divorare vite umane per il tornaconto di pochi. Quella che doveva essere un’operazione lampo si è trasformata in un lungo conflitto di logoramento, dove decadenza morale e criminalità sembrano aver preso ormai il sopravvento. «Il disprezzo dei comandanti per la vita dei loro soldati la dice lunga, centinaia di migliaia di corpi restano abbandonati nei campi e nei boschi». Tra loro, probabilmente, anche quello di suo figlio.
*Analista e youtuber




